La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Ospiti
June 1st, 2008


di Vittorio Bassetti

In questi tempi si fa un gran parlare di concentrazioni editoriali, di rapporti fra proprietà e stampa. Può un giornale mantenere l’obiettività se perde la propria indipendenza economica? Il tema che, nelle sue applicazioni più significative, investe addirittura la sostanza della libertà di pensiero e dissenso in Italia non manca di riproporsi, in minuscola scala e conseguenze ben meno devastanti, anche in ambienti ridotti.
E’ il caso del nostro giornale. Nel quale non c’è alcun azionariato da conquistare. Fondata sul volontariato e priva di pubblicità, “La Stoccata” si regge sui suoi abbonati. E dato che la potenziale clientela non è granché estesa (e non sempre risponde debitamente) conta anche su un contributo della F.I.S.
La Federazione cioè, su richiesta de “La Stoccata” attualmente, e da qualche anno, sottoscrive un certo numero di abbonamenti.
Qualcuno magari penserà che un siffatto legame possa influenzare la linea del giornale e annacquarne lo spirito critico. Qualcun altro va oltre e pensa che ciò non “potrebbe” ma “dovrebbe” avvenire. Tale teorizzatore è il segreto della FIS Aldo Stefanini che ha, molto chiaramente, esternato il suo pensiero al maestro Antonio Lo Mele, nel numero precedente, ha scritto un articolo nel quale, peraltro con garbo e senza acrimonia, faceva considerazioni, anche critiche su alcuno nostri massimi dirigenti.
Stefanini ha detto all’articolista che ciò che lo sconcertava era che il giornale avesse pubblicato quel testo in prima pagina e senza dissociarsi “Sai, noi gli diamo i soldi!”. “Si, ma anche noi glieli diamo” era la pronta risposta di Lo Mele (dove il noi stava per gli abbonati). E Stefanini di rimando: “Si ma noi molti di più!”.
In realtà questo colloquio ci ha fatto molto piacere. In primo luogo perché ci dà l’opportunità di annunciare una nostra filosofia, crediamo da molti condivisa, per la quale qualsiasi stipendio o contributo in denaro non può comprare il pensiero e la dignità umana fermo restando che lasciamo libero chiunque, incluso il dottor Stefanini, di pensarla diversamente e comportarsi di conseguenza.
Secondo motivo di conforto è che, se riesce ancora ad irritare, “La Stoccata” evidentemente riesce ancora a mordere. Testimonianza più attendibile non si poteva ricevere.
Infine ci fa piacere che, al di là dello zelo di un funzionario, il Consiglio Direttivo (ossia “quelli che ci danno i soldi”) mostri in buona parte, di capire ed apprezzare il taglio e la finalità del periodico. Ci risulta che, anche di recente, il Presidente Nostini, che già altre volte aveva condiviso apertamente la funzione di critica costruttiva del giornale, ha aggiudicato positivo che sulla “Stoccata” ogni tanto si legge che qualcosa non va, perché non è possibile che sia tutto giusto e ogni cosa fili alla perfezione, né alla FIS né in alcun altro luogo.
Ha capito, lui come gli altri, che se si tratta solo di alimentare un veicolo propagandistico esistono forme più semplice ed economiche. La verità è che se contribuisce alla vita del giornale, la FIS in questo modo, ci rende suoi amici. Con la precisazione che, in un’ottica intelligente, amico è colui che consiglia e critica, forse pure sbagliando, e che non si limita a fare sì con il capo. Anche perché appartenente a quest’ultima tipologia in giro c’è n’è più d’uno e (qualche volta) non c’è bisogno nemmeno di dargli stipendi o contributi. Il sì con la testa lo farebbe anche gratis.

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