La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
I nostri lettori più affezionati ricorderanno quest’ inchiesta già fatta tre anni fa. Abbiamo ritenuto, tuttavia, che ripeterla non costituisce un doppione, perché in questo lasso temporale le vittorie italiane si sono moltiplicate e si poteva pensare che la gente si fosse più appassionata alla scherma, memorizzando anche i nomi dei maggiori campioni. Il risultato in realtà è deludente, proprio perché molto simile a quello precedente. Ciò che sconforta non è tanto la prevalenza dei no sui si, alla domanda “le piace la scherma?”, ma piuttosto la totale disinformazione che nella maggior parte dei casi ha accompagnato l’una e l’altra risposta. A vedere come solo il 35% degli intervistati sia a conoscenza della regola più elementare, il significato del filo dietro gli schermitori, cadono le braccia e viene da domandarsi se non sarebbe stato il caso, nel corso di qualche trasmissione sportiva, di spiegare il funzionamento, a livello elementare, del nostro sport, per spogliarlo della sua apparente occultezza congenita. Se non si riesce ad interessare il pubblico ora che la scherma ha almeno il pregio di regalare all’Italia medaglie a palate, davvero non si capisce cosa succederà quanto finiranno i tempi delle vacche grasse.
Andando nei particolari delle risposte, abbiamo già espresso l’opinione che il “non mi piace la scherma”, faccia parte di una posizione di principio, come del resto l’opposta affermazione. I più l’avevano vista nel corso di sporadici filmati televisivi, obbiettivamente poco idonei, anche per come sono abitualmente realizzati, a esaltare le virtù.
Gli schermitori sono considerati non violenti e intelligenti (da notare che chi ha indicato la pazienza come dote imprescindibile, aveva precedentemente risposto “no” alla prima domanda). Il fioretto è arma sufficientemente conosciuta, e la spada e la sciabola sono state indicate, tutt’al più, in aggiunta, mai da sole. Sul senso del filo dietro gli atleti, la fantasia degli intervistati si è librata verso mete inattese (cosa aveva in testa chi ha risposto: “è un orologio”, oppure “è atletico”?).
Quanto ai campioni conosciuti il solito Michele Maffei ha ottenuto un successo personale, e non è un caso: è l’unico che sa propagandarsi da solo (a prescindere dai suoi indiscussi meriti agonistici). Considerato che le nostre vittorie nei Mondiali e in Coppa del Mondo sono continue, e pur sempre riportate sui giornali, può sorprendere che così pochi nomi siano stati indicati. Ma è chiaro che la gente leggerà pure di Cerioni che vince qua, la Zalaffi che vince là: dopo due mesi, però, chi se li ricorda più? I nomi, per usare un linguaggio da marketing, non vengono “imposti” al pubblico. Appare esiguo il 18% di Dorina Vaccaroni: ma è più di quello che può sembrare. L’intervista viene condotta su un campione vario di persone, incluse massaie, disinteressate allo sport un tale che è riuscito addirittura a domandarsi “e cos’è la scherma?”. Sappiamo che i calciatori sono plurifamosi, eppure sono convinto che se uno girasse per strada domandando “Sa chi è Dossena?” (e ho preso uno dei migliori) risponderebbe si non più dell’80%. Facciamo le proporzioni considerando comparse sul giornale e discorsi ascoltati dagli altri, e vedere che anche 18% non è poco. Certo si obietterà che svolgendo l’inchiesta a Venezia, per esempio, i risultati sarebbero stati molto diversi. Ma ritengo che quelli sarebbero stati dati fuorvianti. A Mestre tutti sapranno tutto della scherma, ma a Ustica non conosceranno manco cos’è. Napoli, invece, può fungere da centro medio, proprio perché assomma persone di estrazione profondamente differente, ma dei buoni schermitori, ma nessuno se ne frega, perché si pensa al calcio ma inevitabilmente (se non altro perché è grande) diverse opportunità di intraprendere discipline sportive, e quindi di sport si è portati anche ad interessarsi. Insomma è un campione sufficientemente indicativo.
Quanto ai cento intervistati, sono stati divisi per quartieri principali, per ottenere un quadro il più possibile realistico. Aldo Cuomo ed io abbiamo storicamente raccolto i dati, agevolati, in verità, da una generale disponibilità. Certi l’umanità è bella perché varia, e gli scortesi non mancano mai, e nemmeno gli eccentrici.
Tra i dinieghi almeno uno merita di essere citato. Quello di una signora che, alla nostra richiesta di fornirci rapide risposte per una indagine di carattere sportivo, frettolosamente replicava: “Non lo so, non sono di qui”.
5 Responses to “Il filo? Un fastidio la scherma? E cos’è?”
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