La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
In questo post dell’1 ottobre, c’è il commento di un lettore che si firma “Un non notaio”. Mi chiede:
Nell’intervista al TG5 l’autore parla dell’etimologia sociale e storica del notaio, fa ripensare a federico II e anche all’etimologia sociale di altri mesteri (il segretario, cioè quello che detiene il segreto, secretarium e secretum col latinorun), ma non parla dell’apparente fine del notaio, ruolo oggi associato a una figura arida, intrallazzata con un potere della Bureaucratia, disprezzata quasi quanto il ragioniere, il fiscalista e il commercialista. Lo stereotipo è quello del tozzo uomo meschino, una specie del fu cuccia molto più brutto, pelato, arido. Ogni stereotipo è sbagliato, ma spesso l’origine ha una spiegazione storica e sociale, l’ebreo usuraio da shakespeare in poi ha una spiegazione economica: il romanzo non è un autocritica, ma se fosse un’autocritica quale sarebbe?Cosa ha contribuito insomma a modificare l’immagine originaria ed etimologica del notaio intellettuale, ci sono delle colpe nel notariato attuale? O è solo una vittima?
Il notariato ha la sua parte di colpa nel peggioramento della sua immagine pubblica. E non solo, e non tanto, perchè singoli notai hanno eccessivamente imprenditorializzato e spersonalizzato la professione, ma perchè a lungo le istituzioni notarili hanno difeso competenze logore (come quelle in materia di autoveicoli) e in qualche modo accreditato l’inesatta idea che il fulcro dell’attività notarile consista nel certificare qualche cosa, quasi indipendentemente dal legame di questa cosa con una complessità giuridica da governare. Ma adesso mi pare che a giocare negativamente siano forze esterne, talora sotto forma di interessati competitori tra le professioni, talaltra in senso di sfondi storici (rimando all’articolo sulla Stampa in questo stesso sito). Chissà che questa crisi finanziaria, fortemente legata ai difetti di trasparenza del mercato, non avvii una controtendenza, inducendo a riflettere sul significato delle garanzie all’interno degli scambi economici.
5 Responses to “Il notaio risponde”
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