La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento

A prendere in mano qualunque giornale in questi giorni, pare di assistere alla fine di un mondo. Tra le tante riflessioni sull’argomento: Massimo Gaggi sul Corriere della Sera dice che l’iperliberismo è fallito, anche se questo non significherà la fine del mercato (che è “parte fondante della cultura dell’Occidente”).
Però, mi chiedo io, una volta che l’iperliberismo fallisce, fallisce anche la società degli iperconsumi? O che la società targettizzata non sarà più la stessa dopo questa crisi? Qualche spunto interessante si può trovare su questa rassegna stampa di Antonio Sofi: che ha il merito di spostare il discorso dal piano strettamente economico a quello antropologico e filosofico.
Ricordo infine che stasera sarò a Roma: anche se non si parlerà della morte dei mercati, ma di quella dei notai.
Come già accennato qui, domani sera a Roma c’è un incontro dedicato a Stanno uccidendo i notai. Non aspettatevi comunque la solita presentazione, ci saranno delle sorprese.
Ci saranno Giulio Ferroni, Vauro, Giampaolo Rugarli e Melissa P.
Ci sarà la giovane e brava Viola Rispoli (che oltre ad essere sceneggiatrice de La Squadra, autrice di racconti e reportage narrativi, ed avere fatto parte della redazione di Anno Zero – è una severa critica letteraria di Giudizio Universale).
E ci sarà pure il vero notaio Capasso.
L’appuntamento è alla libreria Bibli, ore 21, in via dei Fienaroli 28 (Trastevere).

Inizia così una nuova recensione di Stanno uccidendo i notai sul Sole 24 Ore online, ad opera di Giovanni Canzi. Gli accostamenti sono lusinghieri:
Dopo i chimici (Primo Levi), gli ingegneri (Carlo Emilio Gadda), gli architetti (Gianni Biondillo) e i magistrati (Gianrico Carofiglio), oggi anche i notai indossano i panni dello scrittore, dando prova di una insospettata creatività. Insospettata perché se l’opinione comune li vuole ricchi, indifferenti e noiosi, la letteratura o li ha trascurati, o li ha descritti come piccoli uomini grassi “dalla maschera gonfia, vana e untuosa” (Honorè de Balzac).
E a proposito del protagonista – voce di chi “non teme il male, ma i grigi” – il recensore scrive:
[...] soprattutto Capasso è onesto. Talmente onesto che il Consorzio della notte – un’associazione che riunisce i migliori fuorilegge della città – lo sceglie per certificare la validità dei crimini più disparati. Dagli accordi fra una prostituta e il suo cliente a una messa nera fino ai furti nelle abitazioni. Se, infatti, il mondo che sta fuori – quello onesto per intenderci – ha ormai perso qualsiasi credibilità, figurarsi cosa può accadere fra chi bazzica la malavita. Nessuno rispetta più le regole e la parola data. Dunque urge un paladino
con cui correre ai ripari. A questo punto avrete già capito che Bassetti ama talmente il paradosso (e la metafora), da sceglierlo come registro su cui ritmare l’intero spartito di un romanzo che si fa via via più grottesco e divertente. Un funambolico gioco che mette sotto sopra la realtà – per offrirne una lettura più penetrante –, dove non mancano una serie di omicidi, in cui il povero Capasso si trova coinvolto. Per fortuna può contare su Valentina, fidata praticante, affetta da un grave disturbo che le impedisce di vivere qualsiasi emozione e dunque perfetta inquilina del mondo notarile.
Leggi la recensione sul Sole 24 Ore online.
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Un aggiornamento anche su Contro il target: il 28 ottobre presenterò il libro al Circolo dei Lettori di Torino, nell’ambito del ciclo “Creativi non si nasce, si diventa”. Il 12 novembre ci sarà invece Annamaria Testa.
Vai al sito del Circolo dei lettori.
Leggi il programma degli incontri (in formato .pdf)
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E sempre in relazione ai temi di Contro il target: da leggere il pezzo di Francesco Morace sul Marketing illuminista (dove si ipotizzano le ricadute di un approccio neo-illuminista sul marketing); e quello di Andrea Ganzaroli che sostiene Il marketing come ecologia del valore.
Divertente infine questa discussione sul forum del Papersera, in cui alcuni collezionisti di fumetti si misurano con gli effetti nefasti della targettizzazione.
Il nostro sistema carcerario prevede di fatto, oltre alla pena vera e propria da scontare, tante piccole pene aggiuntive che portano a smantellare la personalità del detenuto.

Qui voglio segnalare due iniziative che vanno in direzione opposta, entrambe riguardanti l’organizzazione dello spazio in prigione. La prima è YouPrison, una mostra a Torino dedicata all’architettura carceraria: vari architetti appunto hanno immaginato e progettato nuovi modi per intendere le celle, cercando di assumere il punto di vista dei detenuti. Si è anche realizzata una libreria che raccoglie le più celebri opere che furono scritte proprio in carcere, da San Paolo a Gramsci.
Leggi la scheda della mostra, a Torino fino al 12 ottobre.
Guarda un filmato sull’argomento (occorre selezionare il video “Youprison”)

Se YouPrison esibisce scenari ancora futuribili, nel concreto si fa avanti anche in Italia la realizzazione delle Stanze dell’affettività – spazi dove i detenuti possono avere momenti di intimità con il proprio partner. Viene segnalata in questi giorni la sperimentazione che partirà nel carcere di Pianosa (un istituto per detenuti in semilibertà), mentre esiste già esiste qualcosa di simile a Bollate. Il dibattito in proposito va avanti comunque da anni, come dimostrano queste riflessioni su Ristretti.it.
Leggi l’articolo su RaiNews24
Vai alla visita virtuale della stanza dell’affettività nel carcere di Bollate
Fra le cose di cui si è parlato domenica scorsa a Torino Spiritualità, c’era la complessa questione dei bambini usati come target pubblicitario. E i bambini sono protagonisti del cortometraggio qui sotto: o meglio le loro facce, riprese mentre guardano fisso un televisore. La musica di Philip Glass sottolinea il potere ipnotico che li incatena:
Leggi il post di Nazione Indiana sull’argomento.
Parlando d’altro, si sta concludendo a Genova la nostra iniziativa su I porti del Mediterraneo: per un mese alcuni collaboratori di Giudizio Universale hanno solcato il Mare Nostrum, scrivendo in un Diario di Bordo le impressioni raccolte. Questo incontro fra mare e letteratura sarà oggetto domani di un convegno, una conferenza stampa, un incontro con gli autori e infine uno spettacolo teatrale.
Vi aspettiamo.

