Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Nel drammatico caso di Eluana alcune voci, specialmente quelle che cercavano di liquidare il dramma del padre come la meschinità di un uomo che aspira a sgravarsi di una fastidiosa incombenza quotidiana, avevano il gusto scadente della faciloneria. Tanto più mettevano la maiuscola sul termine Vita, accettando che tale possa essere il residuo larvale che segue un cataclisma biologico, tanto più si coglieva l’assenza della pietas e dell’immedesimazione: che richiedono la capacità di passare dalla Vita alle vite, capacità senza la quale quelle vite sono sempre e solo vite degli altri. Nel quadro delle opinioni cattoliche mi fa piacere riportare la breve e densissima intervista di Vito Mancuso, il teologo che già aveva suscitato qualche mal di pancia negli ambienti ecclesiastico con il suo saggio L’anima e il suo destino.
Di lui avevo parlato scritto qualche mese fa nell’editoriale del numero 30 su Giudizio Universale:
Per chi [...] ha abbandonato Dio potrebbe sembrare inutile leggersi un libro come L’anima e il suo destino di Vito Mancuso, benché il suo autore lo definisca, con apparente ossimoro, un trattato di teologia laica. Se esista o meno il peccato originale è forse questione da addetti ai lavori (ma è coraggioso il cattolico Mancuso quando dice che se Adamo fosse stato così imbecille da cadere di fronte alla prima tentazione si dovrebbe almeno parlare di “difetto di fabbricazione”). Però a Mancuso qualsiasi lettore, agnostico o credente, sarà grato per diverse pagine, e soprattutto per una citazione di Dietrich Bonhoeffer. Autorevoli scienziati sostengono che la nascita dell’universo non è frutto del caso, ma risponde a una naturale evoluzione dell’universo verso l’ordine e la complessità. Siccome però gli scienziati stessi non sono riusciti a dare conto di questa legge, dobbiamo per forza ricorrere a Dio per colmare il vuoto? Il cattolico abitualmente risponde di sì. Mancuso dice di no e cita Bonhoeffer: “Dobbiamo cogliere Dio in ciò che conosciamo, non in ciò che non conosciamo, nelle questioni risolte, non in quelle irrisolte. Dio non è un tappabuchi”. Che è un’affermazione capace di restituire all’uomo, nel contesto degli eventi che lo riguardano, tutta la sua responsabilità.
Leggi l’intervista di Vito Mancuso al Corriere della Sera.
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