La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento

In questi giorni su La Stampa c’è una discussione sulle possibili misure da adottare contro l’affollamento delle carceri italiane. Oggi Diego Novelli (ex sindaco di Torino) scrive una lettera nella quale ricorda un esperimento risalente agli anni 80, ma la cui idea mi sembra ancora valida:
[...] un gruppo di operatori sociali del Comune di Torino con volontari della San Vincenzo, operanti nella casa circondariale, presentarono uno studio che consentiva in 6-7 mesi di alleggerire di circa 300 unità la popolazione delle carceri torinesi. Una commissione insediata dal Comune, formata da architetti, sociologi, giuristi e operatori sociali metteva a punto un progetto esecutivo sia per la parte edilizia, sia per le modifiche riguardanti i codici, con dettagliato esame dei costi di realizzazione e di gestione. Si trattava di realizzare in città dieci Case di custodia (una per circoscrizione) con 30-40 posti letto. La scelta degli edifici riguardava case pubbliche e private da ristrutturare o già costruite ma ancora sfitte o invendute. Con poche modifiche interne si realizzavano camere (due-tre letti) e servizi collettivi (mensa, palestra, sala di svago, servizi igienici, cucina).
Le misure di sicurezza erano minori che in un normale carcere, con una drastica riduzione dei costi [...]
Novelli racconta nei particolari questo progetto, che però dopo il cambio di amministrazione non fu realizzato. Tempo dopo, con Alfredo Biondi ministro della Giustizia, se ne riparlò, ma ancora senza successo; mentre oggi il clima è ben diverso, e Novelli chiude la sua lettera avvertendo: “La cultura di rinchiudere chi sgarra e di buttar via la chiave non appartiene a una società civile”.
Leggi la lettera di Diego Novelli a La Stampa
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