La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Leggo sul “Nouvel Observateur” di questa settimana che in Francia sta avendo grande successo un’iniziativa dell’associazione “100.000 Entrepreneurs”, che sta mandando suoi rappresentanti nei licei per spiegare agli studenti il mondo delle imprese. Offrendo anche la possibilità di piccoli stage. Non tutti i professori l’hanno presa con entusiasmo: in un caso si è condizionato l’incontro alla presenza di un sindacalista che facesse dibattito. In questo modo non si centra il punto. Il problema è che negli ultimi anni le scuole hanno, almeno ideologicamente, accettato l’idea di essere pure loro parificate alle aziende e, al tempo stesso, teorizzato che certe dottrine umanistiche vadano soppiantate da altre, più direttamente orientanti alla produttività. Al contrario, la scuola dovrebbe formare il nucleo dell’individuo che è capace di vivere e pensare in senso umanistico prima che produttivo; e al contempo accettare, e anzi pretendere, che la cultura aziendale venga a presentarsi a scuola, iniziando insomma a farla giocare fuori casa, e approfittando dell’occasione per infondere qualcosa dell’animo umanistico nell’homo faber moderno. Altrimenti i ragazzi arriveranno spiritualmente nudi alla meta del lavoro e le loro prime domande saranno quelle che, dice l’articolo, sono state fatte agli inviati di “100.000 Entepreneurs”: “Quanto guadagna?” Che automobile ha?”. Se poi servisse davvero un sindacalista per fare la tara alla lezione di un imprenditore, ci si dovrebbe domandare davvero i professori cosa vengono pagati affare. Secondo me è una bella iniziativa e una sfida interessante per tutti, persino trascendente l’aspetto pratico, che pure non mi pare vada trascurato. Che io sappia in Italia non è stato intrapreso nulla di analogo. Cosa aspettano le associazioni imprenditoriali? Penseranno mica che l’unica domanda che conta è: “Quanto si guadagna?”.
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