La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
February 3rd, 2009


Venerdì ho assistito a I racconti di Hoffmann al Regio di Torino, dove l’opera di Hoffenbach non veniva rappresentata da 35 anni. E forse poteva essere il caso di attendere ancora un pochino: almeno di avere un’idea per la scenografia, per esempio, o i soldi per realizzarla.

Considerando infatti che oggi va così di moda fare allestimenti fin troppo strampalati anche sulle storie più semplici, ci si poteva aspettare che un’opera come questa – così fantasiosa e visionaria – non venisse allestita in costumi così convenzionali. O che il tenore non cantasse con la gola strozzata. O che l’orchestra non tramortisse la barcarola eseguendola come una musichetta bandistica. Come pure, va bene il minimalismo e tutto, ma che senso ha mettere sullo sfondo la Gare d’Orsay: si parla forse di treni? Di ferrovie? E’ una metafora? Chissà. Peccato perché il ruolo di Olympia, impersonato da Desirée Rancatore, era eccezionale.

Leggi l’articolo di Giorgio Pestelli (in adversa opinione)

Leggi la voce di Wikipedia sui Racconti di Hoffmann

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