La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
February 18th, 2009


La vignetta qui sopra, da Spinoza.it, si intitola “Trovare le parole” e in effetti esprime come ci si sente qui da un po’ di giorni a questa parte:

Proviamo a ravvivare questi tempi bui con un piccolo esperimento. Provate a immaginare cos’è che si dicevano, stamattina, questi due tizi dall’aria mesta e disillusa: e, naturalmente, tirate fuori le vostre idee nei commenti. Vediamo cosa succede.

Un esempio?
“Il Pd è senza leader”
“Insomma non è cambiato niente”

(Ovviamente non è necessario che i personaggi siano elettori del Pd, però aiuta)

E ovviamente la fantasia dei commentatori si scatena. Del resto, sul Pd sono in tanti ad infierire nel giorno dell’autofunerale di Veltroni. Così Mauro Senzaterra su Giornalettismo:

Franceschini mette le mani avanti dichiarando che tutta questa cosa del PD è “merito” di Veltroni. Hai visto mai che gli fanno una class action per avere indietro i soldi delle primarie.

Per gli approfondimenti più istituzionali sul fatto del giorno, si può andare su RepubblicaTv dove titolano addirittura “E’ già post-Pd” (qui la seconda parte).

Carletto Darwin invece in controtendenza, fa una serie di post in cui non critica il centrosinistra ma l’Italia attuale:

Io continuo a pensare che l’Italia sia culturalmente il paese più vivo del mondo, quello che ha espresso storicamente il maggior grado di genialità e trasversalità e che ha prodotto le soluzioni più interessanti.
Questo paese però di fronte a scelte come quelle della Sardegna proprio non la capisco. Aspetto con ansia la fine di questo ventennio e sto a disposizione per la ricostruzione.

Qui ricorda l’atteggiamento ben diverso nell’ammettere le sconfitte:

Baffetto se ne andò quando aveva perso le regionali; Romano due volte per un voto di fiducia mancato; Walter per una sconfitta alle regionali.
Dall’altra parte il Peron in salsa italiana ne ha vissute di peggio, ma sta sempre lì. E ha persino l’immagine dell’antipolitico.

E qui accusa il servilismo della stampa:

Lo scorrettissimo editoriale del direttore del Giornale, che non cita il fatto che WV si è confrontato e ha vinto più volte, a Roma, in parlamento come alle primarie.
Eppoi cita sconfitte come unico criterio. Dimenticandosi di quando il fratello del suo editore non ne prendeva una (sia nel periodo 95-98, che in quello 2003-2006).
La vita è fatta a scale, ma i giornalisti cercano sempre di salirle. Poi quando si tratta di scenderle, saltano sul prossimo carro.

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)