La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
February 25th, 2009


Fra i moltissimi ricordi di Candido Cannavò apparsi in questi giorni, vorrei segnalare il libro che nel 2004 l’ex direttore della Gazzetta dedicò al mondo dei detenuti di San Vittore. Questa la prefazione di Ferruccio De Bortoli:

Mi sono chiesto perché mai Candido Cannavò, che è un simbolo dolce e appassionato del nostro giornalismo non solo sportivo, abbia scelto di infilarsi in un carcere. E non uno qualsiasi: San Vittore, che è invece il simbolo amaro e tormentato di una convivenza civile infranta e violenta. Dai prati verdi e colorati dello sport, in cui l’uomo assapora il massimo della libertà, l’esaltazione delle qualità personali, il gusto di superare ogni limite, il piacere della sfida, agli anfratti semibui e nauseabondi delle carceri, alle penombre della vergogna. Luoghi di redenzione o di perdizione? La domanda, nella città del Beccaria, è tutt’altro che retorica. Di retorica nel libro di Cannavò non ce n’è. Lui è entrato a San Vittore con l’umiltà del cronista, il taccuino aperto, senza pregiudizi; ha ascoltato e in cuor suo perdonato più di quanto lo spirito della legge gli potesse prudentemente suggerire. Ha compreso storie, errori, passioni. Non le ha condivise: ha semplicemente cercato di capirle.

All’epoca Cannavò diede anche una bella intervista a ristretti.it, nella quale – nonostante lo stile sempre gentile – diceva cose tutt’altro che comode sulla situazione carceraria, e l’inerzia della politica. La trovate qui.



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(disegno originale di Guido Scarabottolo)