La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
March 31st, 2009


Tra le tante cose che ormai digeriamo senza nemmeno più bisogno di bicarbonato va aggiunta l’elezione del Presidente del Partito delle Libertà non a mezzo di scrutinio, ma a mezzo di acclamazione. Si potrebbe dire che il momento fondativo di un’organizzazione politica faccia specie a sé: il guaio è che uno dei partiti che è andato a confluire nel nuovo, Forza Italia, quell’elezione non l’ha mai svolta nella sua quindicinale storia, e ci muoviamo dunque su un piano di coerente continuità. Può apparire pedante svolgere un rito formale quando ci sia un unico candidato. Eppure lo scrutinio svolge la funzione di evidenziare, magari attraverso le schede bianche o le astensioni, qualche elemento di dissenso che nell’acclamazione invece viene annegato nel vociare collettivo (come avveniva, per esempio, nelle tribù germaniche, che ancora non conoscevano il sofisticato principio di maggioranza). Ora, che seimila persone, pur mosse dai medesimi intenti e soggiogate dal fascino del capo, la pensino alla stessa maniera non è mai un buon segno, anzi è un segno decisamente cattivo. Però potrebbe essere un problema loro. Diventa un problema di tutti quando il capo acclamato ha tenuto nella stessa giornata un discorso in cui lamentava i pochi poteri di cui è dotato il premier. Il modo in cui una persona si muove in casa sua offre un’idea dei suoi gusti, e questo non fa dormire sonni tranquilli in chi ha un concetto della partecipazione politica che trascende il mero applauso o la disciplina aziendale. Sarebbe come se Berlusconi prendesse a cinghiate la moglie e le figlie, chiudendole poi a chiave in camera, e nel frattempo dicesse alla stampa: “Credo che nella legislazione italiana ci sia qualcosa da rivedere nei rapporti tra l’uomo e la donna”. Voi che idea vi fareste?

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)