La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
La pena passionale, che esprime la reazione degli uomini quando uno di loro è stato da qualcuno negato come persona e lo scatenamento dell’istinto retributivo è, secondo me, l’origine della giustizia e, unitamente all’etica della cura e della responsabilità estesa al reo, anche ciò che la giustizia dovrebbe essere. [1]
E un diario con la preventiva scelta di un giorno e dunque di impostazione burocratica, coglie la verità? Dei fascicoli della Stasi sembra un curioso doppio, per quel suo amorevole indugio nel dettaglio quotidiano superfluo. Per un giorno all’anno la Wolf si fece spiata e spiona. Il parallelismo del diario, che come la Stasi è ossessionato dal terrore dell’oblio, è tuttavia animato dalla finalità opposta del fascicolo segreto, far valere l’elemento di contraddizione (hai detto questo ma hai fatto quest’altro, perché?)a discolpa piuttosto che a favore. Ma l’osservazione esageratamente puntuale, provenga da sé o da terzi, perde sempre prospettiva e rende se stessa inutile a fini dimostrativi. Altri tempi, altre ossessioni. Eppure chi l’avrebbe detto che, crollato il muro di Berlino, il problema delle spie lo avremmo avuto noi occidentali? In primo luogo, per le tracce informatiche che lasciamo in giro quando ci muoviamo in rete, e che formeranno banche dati commercialmente proficue e schede comportamentali. Lo spionaggio oggi è principalmente una fase imprescindibile del marketing. Christa Wolf almeno scriveva a macchina. [2]
Cominciamo col dire che la storia del progresso nella civiltà occidentale è la storia di un gigantesco doping. A partire dalla mitologia greca. Giasone e gli Argonauti non sarebbero riusciti a impadronirsi del vello d’oro senza il supporto delle erbe miracolose e delle pomate magiche di Medea. [3]
Tetro Voltaire il torto ti tormenta / Tenzoni coi preti e col coltello / Noi qui a Prato e Volterra rivoltanti / Volti da Valtour rivoltiamo disinvolti / La lama nel tortello. [4]
Ci pensino bene gli interessati prima di spingere oltre la battaglia: poche cose uccidono l’amore come la contrattualizzazione e la tutela sindacale. L’amore si giova di un filo di sconvenienza. La ragione per cui Teseo e Arianna, Romeo e Giulietta, Carlotta e Werther esprimono i sentimenti in modo così commovente è che non sono mai stati dal notaio o dall’avvocato. [5]
Languida lingua / guizza sul guado / d’arso torrente / l’avida bocca / unge e s’avvinghia / celebra labbra / l’antro in cui spinge / spoglia con furia / denti depreda / celebre ladra / danza festosa / turgida sposa / poi si distacca / tuffo nell’aria / gratta nel vuoto / unghia su ghiaia [6]
L’esperienza militare e la riparazione scolastica richiamano, di positivo, un ideale sociale che gli ultimi vent’anni hanno progressivamente spazzato via. Sia nel prestito gratuito delle proprie forze al servizio del Paese, al di fuori di un progetto individualistico, sia nella necessità di una classe scolastica che viaggi più o meno uniformemente nell’impegno e nell’apprendimento è contenuta una tensione comunitaria tutt’altro che riprovevole. Il problema è che in entrambi i casi la soggezione al gruppo era ispirata a un rigore gerarchico ritenuto incompatibile con il senso partecipativo che educa e affeziona alla democrazia. La crisi della pedagogia scolastica affidata allo spauracchio della sanzione e l’oscurato fascino della caserma sono il frutto di un lungo processo storico che ne aveva decretato la morte prima che venissero ufficialmente cancellate, e che aveva trovato nella sinistra la promessa di visioni alternative. Per questo il ritorno di fiamma lascia assai sconcertati: contrariamente a quanto spesso si dice, il vero dramma della sinistra non è di essere schiava di pregiudizi ideologici con cui si rifiuta di fare i conti, bensì di essere troppo facilmente convertibile ai pregiudizi che aveva contribuito a demolire. [7]
Provò a reggere il suo sguardo incisivo con devozione canina. Aveva iniziato la cura pur senza segnali di carie e nel deserto del tartaro: però l’aveva rapito il fascino della dottoressa, conosciuta per caso, e quello gli era parso il metodo più sicuro e innocente per cominciare a frequentarla. Sin dalla prima seduta lei aveva ricambiato, eppure, profondamente timidi entrambi, esitavano a dichiararsi. Ma avevano almeno l’occasione per fissarsi per ore, senza che ciò apparisse imbarazzante, in reciproca, dolce anestesia. Quel giorno l’aspiratore gorgogliava e mandava spruzzi, sommozzatore nella Grotta del Bue Marino, e lei, senza pensare a ciò che faceva, tirava via i denti uno ad uno come tappi di Coca Cola. Lui, estasiato, spalancava per sorridere la sua caverna spoglia lasciando che lei si specchiasse nell’epiglottide. [8]
Quasi quasi erano loro (i notai) che andavano dalla gente, tipo oggi i lavavetri. Andavano e dicevano: gradisce che le scriva qualcosa? Vogliamo creare un piccolo documento? Credo che mancassero solo i semafori. [9]
A dimostrazione di un certo svincolarsi del bacio rispetto alla sessualità, è notorio che nessuna prostituta concede mai di baciarla in bocca. Aveva ragione Baldassar Castiglione, nel Cortegiano, a dire che “il bacio non è un preliminare aperto a voglie disoneste, ma la giuntura di un tunnel finalmente aperto al transito delle anime”? Un transito bloccato nel Wisconsin e altri stati americani dove il french kiss è vietato per legge o contingentato nei tempi. Stupidi. [10]
Stava inseguendo chissà quali pensieri quando il richiamo dell’insegnante alla cattedra lo riportò bruscamente alla realtà. Che razza di sfortuna, pensò: il primo giorno che non aveva studiato ed ecco la mannaia dell’interrogazione. Si volse al compagno di banco come per ottenerne un lume, un qualsiasi suggerimento. Ma quello, assorto a sua volta, gli restituì uno sguardo bovino. Valutò la possibilità di affrontare la situazione con sincerità e confessare al maestro che per una volta non era preparato. Intanto attraversava l’aula, sfiorando i compagni silenziosi, cercando di conferire al suo portamento una solennità da adulto. Solo allora Isaias fece caso alla presenza, accanto all’insegnante, di un altro signore in piedi. Un bambino della seconda fila si fece scappare una piccola biglia per terra. Il signore in piedi scrutava l’elenco che aveva davanti e ricontrollava l’elenco degli ebrei. [11]
Esiste in filosofia morale un argomento tradizionalmente detto del pendio scivoloso. Lo ha usato Monsignor Bagnasco: e se dai Dico di va a finire alla pedofilia o all’incesto? Nella bioetica viene usato massicciamente. Un diverso modo di tradurlo è: esistono dei confini etici, guai a oltrepassarli perché si indeboliscono a catena tutti i tabù. Ma cos’è che non fa confine, sul piano morale? E se il segretario della cei avvicina in quel modo gli omosessuali ai pedofili e qualcuno ne ricava che si può danneggiare la libreria dei gay o irridere un ragazzino diverso (e quello si suicida) non è un pendio scivoloso? [12]
I brani di questo percorso erano tratti da:
[1] Derelitti e delle pene (Editori Riuniti, 2003)
[2] elzeviro per La Stampa sulle spie, agosto 2007
[3] Storia e storie dello sport in Italia, Marsilio 1999
[4] Inedito
[5] Dell’amore e di altri demoni, editoriale n. 21 di Giudizio Universale (marzo 2007)
[6] Chi bacia acconsente, editoriale n.25 di Giudizio Universale (luglio/agosto 2007)
[7] “Ritorno al passato”, La Stampa, luglio 2007)
[8] Inedito
[9] Stanno uccidendo i notai (Cairo 2008)
[10] Chi bacia acconsente, editoriale n. 25 di Giudizio Universale (luglio/agosto 2007)
[11] Inedito
[12] Terra di confini, da editoriale n.23 di Giudizio Universale (maggio 2007)
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