La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
April 24th, 2009


vollmann

Il volume “Come un’onda che sale e che scende” di William T. Vollman, pubblicato in Italia da un paio d’anni, è un libro che ha per tema la violenza e una struttura assolutamente insolita, fantasiosa, astratta, in certi momenti francamente sfibrante. Alcune parti meritano però di essere incorniciate. Personalmente trovo profonda ed educativa questa sinteticissima riflessione sulla legittimità della pena. Secondo Vollmann, la pena è giustificata:

1. Quando il trasgressore condivide, o appartiene a una cultura che sottoscrive, la legge in base a cui è stato giudicato, e quando sia possibile provare la sua violazione di quella legge.
2. Quando il suo scopo è dimostrare che un contratto sociale legittimo verrà onorato dall’autorità.
3. Quando le pene prevedono un limite, coerenza e il rispetto dell’individuo.
4. Quando è proporzionata al danno causato.
5. Quando contribuisce ad alleviare le sofferenze della vittima, di coloro che le vogliono bene o della società in generale.
6. Quando è il mezzo più pratico a disposizione per isolare un trasgressore violento e irriducibile.

Nella sua prospettiva, invece la pena è ingiustificata:

1. Da solo tu quoque (esempio: il fatto che A punisca B non dà a C il diritto di punire D)
2. Quando la persona che sconta la pena non capisce perché viene punita.
3. Quando la pena è applicata in modo incoerente rispetto ad altri casi analoghi verificatisi in analoghe circostanze.
4. Quando non c’è separazione di poteri tra giudici, esecutivo e sovrani.
5. Quando la prova della colpevolezza sia puramente logica, o quando il processo non è equo.
6. Nella misura in cui la pena, che può essere più o meno giusta in sé, accentua il potere dell’autorità al di là di quel minimo che necessita per la difesa del contratto sociale.
7. Quando la deterrenza è possibile ma non vi si è ancora fatto ricorso.



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(disegno originale di Guido Scarabottolo)