La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



May, 2009

Il Fermacarte
May 29th, 2009


latte

Ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato in prima pagina un pezzo dal titolo “Al Sud la democrazia costa un litro di latte”: dove si illustra “il listino prezzi dei pacchetti elettorali”, ovvero il fenomeno della compravendita di voti per le prossime Europee.

Al mercato nero dell’eurovoto le quotazioni sono ancora basse. Ad Andria un voto viene offerto al candidato per 1,50 euro, più o meno quanto un litro di latte. A Caltanissetta scende a 80 centesimi ma, quando mancherà solo una settimana, per conquistarselo alla borsa illegale bisognerà tirar fuori fino a 60 euro [...].

Affrettatevi, dunque!

Leggi l’articolo di Roberto Galullo sul Sole 24 Ore

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Il Fermacarte
May 28th, 2009


Il ritratto più spaventoso dell’Italia vista da fuori non lo fanno i giornali stranieri (nemmeno gli ultimi clamorosi dell’Independent e Financial Times), ma certi episodi di vita quotidiana fra nostri connazionali all’estero.

Come questo raccontato da Haramlik:

[...] E, insomma, lei era lì che studiava e a un certo punto c’era questa tavolata di italiani che schiamazzava contro un venditore ambulante marocchino e non la finivano più, e il venditore si difendeva ma gli italiani non lo capivano e lui non capiva loro e a un certo punto gli italiani stavano esagerando ed erano assai aggressivi e allora la Pupina ha riposto il libro, si è alzata ed è intervenuta per fare da interprete in soccorso del marocchino.
Solo che questi italiani avevano preso a spintonarlo, il marocchino, e allora la Pupina ha strillato: “Ma insomma, ma che modi sono, che roba è questa?? E’ un prodotto berlusconiano, comportarsi così???
(more…)

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Il Fermacarte
May 26th, 2009


Ospite di “Uomini in fuga” il 14 maggio 2009 a Radio3, Goffredo Fofi parla di come è cambiato nel tempo il rapporto fra ciclismo e media. Si parte da “Totò al Giro d’Italia”, e dal fatto che chi presta la voce al radiocronista era il grande Mario Ferretti – che in quanto repubblichino era stato epurato dalla Rai; e girò prima “Totò al Giro d’Italia” prestando la sua voce alla radiocronaca, e poi l’anno dopo sarebbe tornato a fare le radiocronache del Giro:

Ferretti era un grandissimo radiocronista. Anche qui, la radio ingigantiva le cose, mentre la televisione a mio parere un po’ le sminuisce. Gli toglie una dimensione epica. Li vedi, e già il fatto che li vedi e non puoi immaginarteli, no? Noi immaginiamo Ulisse, se vediamo Ulisse ci farebbe molta meno impressione se vedessimo in diretta l’Odissea, no? (more…)

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Il Fermacarte
May 25th, 2009


fermareattila

Dalla recensione di Riccardo Chiaberge su “Fermare Attila” di Luca Canali (Bompiani):

[...] Attila siamo noi italiani, europei e occidentali che stiamo buttando a mare la tradizione classica, unico antidoto all’avanzata della barbarie. C’è ovviamente, in questo appello, molta della passione di chi ha fatto delle lettere antiche la propria ragione di vita. Ma i mali che denuncia Canali fin dalle prime righe sono difficili da negare: «il mercato cinico e selvaggio; la pubblicità urlata; la televisione frenetica, violenta e gesticolante; la dismisura dei consumi; le menzogne propagandistiche e i luoghi comuni della politica». Insomma, «una generalizzata e massiccia caduta di stile che sta coinvolgendo l’intera nazione». Contro questa barbarie dilagante l’idea di «mettere in salvo e divulgare testi classici e sfondi storico-culturali che rischiano di essere accantonati nelle scuole e nelle università» non sarà un’arma risolutiva, ma va presa sul serio.

Leggi la recensione sul blog di Riccardo Chiaberge

Leggi la recensione su Il Giornale di ieri



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Il Fermacarte
May 22nd, 2009


Non comprate qualcosa prima di esservi fatti questa nove domande.
1. Ma ne ho bisogno? O lo voglio solamente?
2. Il bisogno di quest’oggetto è dovuto ai nefasti effetti del marketing?
3. Lo voglio per essere più forte o più bello, più libero o più intelligente? E se è così, quell’oggetto operrà davvero il miracolo?
4. Esiste un altro modo per ottenere lo stesso scopo senza accumulare altra roba?
5. Quante ore di lavoro mi costerà quell’oggetto? Cos’altro potrei fare con quello stesso tempo lavorativo che pissa farmi stare meglio?
6. Esiste qualcosa di cui sono già in possesso che potrebbe assolvere la stessa funzione?
7. Davvero voglio spolverare, pulire e pagare per la manutenzione di quell’oggetto?
8. Se sto sostituoendo qualcosa che ho già, cosa c’è che non va in quello vecchio?
9. Se davvero ho bisogno di questa cosa, esiste un altro modo per ottenerla su un sito no profit o chiederla in prestito a un vicino, a un amico o a un parente?

(Tratto da John Naish, “Basta! Con i consumi superflui, con chi li incentiva, con chi non sa farne a meno”. Fazi editore)



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Il Fermacarte
May 21st, 2009


La repubblica è cosa del popolo, ma popolo non come una qualsiasi aggregazione di molte persone, bensì come un’aggregazione saldata da un comune senso del diritto e dalla concordanza degli interessi (…) Esiste repubblica, ossia cosa del popolo, quando il governo è buono e giusto, in mano a un solo re o a pochi aristocratici o al popolo intero. Quando invece il re è ingiusto (…) o ingiusto anche il popolo, allora la repubblica non è imperfetta ma non esiste nemmeno più. Non è “cosa del popolo” trovandosi in balia di un tiranno o di una nazione; e il popolo stesso non è più un popolo, se è ingiusto, poiché non è più una folla aggregata dal riconoscimento di un diritto e dalla concordanza degli interessi.

(Tratto dal secondo Libro della Città di Dio di Sant’Agostino, in un passaggio in cui vengono commentate le tesi politiche di Cicerone)

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Il Fermacarte
May 20th, 2009


wc

Nuovo passo avanti nella lotta contro i fannulloni. Leggo infatti da Repubblica:

Occorre un permesso per andare in bagno alla Magneti Marelli – Sistemi Sospensioni spa, azienda del gruppo Fiat. Un permesso scritto. Almeno nella fabbrica di Sulmona, dove lavorano oltre 750 operai. Si tratta di un tagliando su carta intestata – grande quanto un post-it – dal titolo “permesso interno”.
Qui viene annotato il nominativo, il numero di riconoscimento dell’officina dove si lavora, l’orario. In basso, la motivazione per cui ci assenta (seppur brevemente). Quest’ultimo spazio completamente in bianco, è il più lungo.
E a leggerne alcuni, di questi tagliandi – compilati appena pochi giorni fa – si scopre che ogni operaio (per andare in bagno) si “giustifica”, paradossalmente, a modo suo. Non c’è mai una richiesta standard. C’è chi chiede di “recarsi presso il wc”, chi di andare prima “in bagno e poi all’esterno”, chi scrive di doversi assentare per un bisogno “fisiologico”. Sotto ogni coupon c’è sempre la firma del capo-officina. Altrimenti il permesso non è valido, ed è vietato assentarsi.

Geniale. Tra un po’ per essere assunti non sarà necessario esibire solo il cv ma anche il wc (portandolo da casa, e tenendolo a fianco al posto di lavoro, si eviterà di interrompere stupidamente la produzione).

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Il Fermacarte
May 18th, 2009


risiko

Ero ieri alla Fiera del Libro quando Massimo D’Alema ha in quella sede pronunciato la sua critica dello “sconfittismo”, deplorando la corrente ricostruzione storica, che della sinistra sottolinea il tracollo (magari perché è più fascinoso “sentirsi parte di una sconfitta storica” piuttosto che misurarsi quotidianamente con la politica), e ricordando che la sinistra rappresenta ancora metà dell’Italia e governa la maggior parte delle regioni e delle Province italiane. Poche volte come in quest’occasione ho colto la necessità del ricambio della classe dirigente. Ma come si può, per giunta con una certa ottimistica approssimazione matematica, affrontare la questione italiana come se si trattasse di riempire le caselle del Risiko? E cosa s’intende nel dire che la sinistra è la metà del paese? Bisognerebbe enucleare i valori della sinistra, l’eguaglianza, la lealtà verso lo Stato, l’integrazione degli altri, la tutela del lavoro, la difesa dei deboli e degli anziani, il senso civico, e vedere quanto di queste cose venga fatto strame quotidiano nel paese. La sconfitta della sinistra è nascosta qui, assai più che nella perdita di voti, che è solo l’ultima conseguenza. Per tacere del fatto che, a furia di abiure, accomodamenti e concessioni ideologiche agli argomenti dell’avversario, l’identità della sinistra sta sfumando sino a evaporare, tanto da incassare in questi anni la frequente affermazione sinistra e destra sono distinzioni che ormai non hanno senso. Prima di contarsi, al di fuori di quella che è una mera procedura elettorale,  bisognerebbe capire esattamente cosa lega e legherà quelli che poi staranno da una stessa parte. Altrimenti, se pure si è la metà, è la metà di niente.

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Il Fermacarte
May 15th, 2009


milano-declassata

Non è soltanto Alitalia che decide di puntare su Roma a scapito del capoluogo lombardo. Ormai mettendo in fila tutte le figuracce collezionate dalla ex-capitale morale, in tutti i campi, c’è da pensare che sia in atto una mutazione di lungo corso destinata a mandare in soffitta l’antica efficienza meneghina. E non sfugge l’ironia che ciò avvenga proprio sotto il governo più milanocentrico. Scrive ieri sul Corriere della Sera Dario Di Vico:

E’ due volte paradossale. A causa dell’Expo che non riesce a partire il Pdl sta rimediando una figuraccia proprio nella città del suo fondatore e leader indiscusso, Silvio Berlusconi. [...] Per anni si è chiesto che la Rai trasferisse una delle sue reti in Lombardia, nessuno avrebbe però mai osato pensare che Milano copiasse dalla tv di Stato il peggio, gli stanchi riti di una governance anacronistica affidata a un consiglio di amministrazione iper-politicizzato.

E Repubblica di oggi (nell’inserto R2) riepiloga tutta una serie di indizi che vanno nella stessa direzione, e che delineano nel complesso una “romanizzazione di Milano”: (more…)

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Il Fermacarte
May 14th, 2009


max-mosley

Non posso certo dire che la Formula Uno sia il mio sport preferito, ma il caso di questi giorni dimostra – con rara chiarezza – come qualsiasi partita, in generale, inizi a giocarsi già da quando si decidono le regole del gioco. Ne ha scritto ieri Michele Serra su Repubblica:

Un gran premio di Formula Uno senza la Ferrari sarebbe come un campionato del mondo di calcio senza il Brasile. O come Fronte del porto senza Marlon Brando. O Parigi senza la Tour Eiffel. Una pagina con un buco in mezzo. La Ferrari lo sa. E ieri ha giocato la carta più efficace di questa sua disgraziata stagione, minacciando di non iscriversi alla prossima. Da tempo le beghe tecnico-politiche contendono i titoli di prima pagina alle vicende sportive. Diciamo, per i profani, che le grandi case automobilistiche, che insieme alle scuderie private inglesi hanno costruito storia e leggenda dell’automobilismo, contano sempre meno, e sempre di più conta la ristretta lobby di gentlemen piuttosto eccentrici che gestiscono la F1 come una specie di circolo privato e stabiliscono regolamenti cervellotici e molto cangianti. (more…)

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Quando non è un refolo di vento, è il sovrapporsi di un impegno o un difetto di prontezza o un vuoto di memoria: quella carta che volevamo leggere o rileggere ci è stata ormai portata via. Un gran dispiacere, quasi come quello di chi ha visto la nave staccarsi dal porto e una cara persona partire. In tutte le sezioni del "Fermacarte" propongo articoli scovati da qualche parte, specialmente inerenti ai temi di cui si sono occupati i miei libri (carcere, sport, sociologia dei consumi, notariato), con l’obiettivo di rendere su tali argomenti il sito uno strumento di consultazione che si rinnova e segue l’attualità. Qualche volta invece di notizie o articoli letti altrove possono essere pensieri o appunti personali, pure quelli perennemente a rischio di essere travolti e dimenticati. Ma tra le carte svolazzanti e imprigionate magari si troveranno anche altre cose, di argomenti svariati, perché è proprio da ciò che è più casuale o trasversale che nascono spesso le riflessioni più intense e produttive...

(disegno originale di Guido Scarabottolo)