La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
May 18th, 2009


risiko

Ero ieri alla Fiera del Libro quando Massimo D’Alema ha in quella sede pronunciato la sua critica dello “sconfittismo”, deplorando la corrente ricostruzione storica, che della sinistra sottolinea il tracollo (magari perché è più fascinoso “sentirsi parte di una sconfitta storica” piuttosto che misurarsi quotidianamente con la politica), e ricordando che la sinistra rappresenta ancora metà dell’Italia e governa la maggior parte delle regioni e delle Province italiane. Poche volte come in quest’occasione ho colto la necessità del ricambio della classe dirigente. Ma come si può, per giunta con una certa ottimistica approssimazione matematica, affrontare la questione italiana come se si trattasse di riempire le caselle del Risiko? E cosa s’intende nel dire che la sinistra è la metà del paese? Bisognerebbe enucleare i valori della sinistra, l’eguaglianza, la lealtà verso lo Stato, l’integrazione degli altri, la tutela del lavoro, la difesa dei deboli e degli anziani, il senso civico, e vedere quanto di queste cose venga fatto strame quotidiano nel paese. La sconfitta della sinistra è nascosta qui, assai più che nella perdita di voti, che è solo l’ultima conseguenza. Per tacere del fatto che, a furia di abiure, accomodamenti e concessioni ideologiche agli argomenti dell’avversario, l’identità della sinistra sta sfumando sino a evaporare, tanto da incassare in questi anni la frequente affermazione sinistra e destra sono distinzioni che ormai non hanno senso. Prima di contarsi, al di fuori di quella che è una mera procedura elettorale,  bisognerebbe capire esattamente cosa lega e legherà quelli che poi staranno da una stessa parte. Altrimenti, se pure si è la metà, è la metà di niente.

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Categoria: Il Fermacarte
2 Commenti


2 Responses to “La metà di niente”

  1. lo scorfano says:

    Giustissimo. E qui sta anche la sconfitta inevitabile di quelli come D’Alema.

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)