La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
June 13th, 2009


Su Le Monde di venerdì si racconta delle tre giurie popolari che sono state costituite per essere associati agli esperti agli Stati generali della bioetica, al fine di evitare che il dibattito sia monopolio degli esperti. Le giurie di cittadini sono uno degli strumenti della cosiddetta “democrazia deliberativa”, che è una forma politica pensata come superamento della democrazia rappresentativa pura, introducendo elementi di democrazia diretta. Come, per esempio, ha dichiarato uno di questi giurati a Le Monde, “quando si è cittadini, ci si accontenta di dare il proprio parere al momento delle elezioni, mentre io ho la possibilità unica di posare la mia piccola pietra per la costruzione della nuova legge nazionale sulla bioetica”. Le giurie di cittadini, che hanno il loro ideologo più efficace nel politologo James Fishkin, sono sempre più frequentemente usate in alcuni paesi del Nord Europa, ma anche in America e nel resto del mondo (in Italia, invece, sono pressoché sconosciute, salvo qualche timido esperimento a carattere localistico).

Detto in due parole, il meccanismo funziona promuovendo prima un grande dibattito pubblico su un tema (gli Ogm come la bioetica), per poi sorteggiare quindici cittadini (come, insomma, accade per le giurie popolari penali in Corte d’Assise) e metterli a contatto con le tesi contrapposte degli specialisti, chiudendoli insomma a studiare. Alla fine essi producono un parere, che vale come parere dei cittadini, ed è assimilabile a quello di un organo costituzionalmente rilevante. Parere non vincolante, però: e questo ne riduce la portata pratica. Infatti, negli Stati Uniti il caso più noto di giuria dei cittadini è quella che si è pronunciata, durante l’amministrazione Bush, a favore della riforma del sistema sanitario. Ciononostante si tratta di una direzione importante. Ancora nell’articolo di Le Monde, a firma di Anne Chemin, si sottolinea come “questo metodo prende in contropiede la logica dei sondaggi, che propone una fotografia istantanea ma spesso semplificata dell’opinione pubblica”. E’ interessante notare come, con sana presa di distanza dalla demagogia populistica, nella democrazia deliberativa il parere dei cittadini sia considerato “altro” rispetto a quello della classe politica. L’aspetto più affascinante delle prassi deliberative è il ridotto potere di suggestione che il marketing e le lobby possono avere su una giuria così composta.



One Response to “Bioetica: la parola ai cittadini”

  1. [...] Fonte Articolo:  Bioetica: la parola ai cittadini « Remo Bassetti [...]

Lascia la tua Opinione



(disegno originale di Guido Scarabottolo)