Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento

Nella conta dei voti che si è cominciata ad avviare nel Partito Democratico, in vista dell’elezione del segretario, mi impressiona il regolare ribaltamento di quelle che uno immaginerebbe come le normali alleanze. Non ci siamo detti, durante la sua breve stagione di governo, che il Pd esprimeva la difficile convivenza tra l’anima cattolica e quella della sinistra ex comunista ed ex tutto? Bene. Con chi si schiera Fassino? Con Franceschini. E Veltroni? Pure. E Rosy Bindi sponsorizza il cattolico Franceschini? Manco per idea, punta su Bersani. L’ultima è che addirittura Follini, che ha alle spalle una lunga battaglia per ricostruire il centrismo, si schiera dalla parte di Bersani. Se ne potrebbe dedurre che la fusione tra le due anime è riuscita talmente bene che ormai è impossibile vincolare gli animatori del Pd al loro passato. Siccome però, come sappiamo, il Pd è riuscito a dividersi persino nell’esercizio del governo ombra, sorge il sospetto che, all’inverso, la frammentazione in corso sia talmente disgregante che è impossibile ricostruire un qualsiasi minimo comune denominatore tra i leader. Anzi, quelli che gradualmente vengono messi al margine dei giochi preferiscono trascinare nella caduta e nell’emarginazione coloro che gli sono ideologicamente più vicini, e rispetto ai quali maggiormente brucia di non sopravvivere politicamente.
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