La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



July, 2009

Il Fermacarte
July 31st, 2009


“Benvenuti in Italia” è lo slogan che accoglie i visitatori di italia.it, il “sito ufficiale del turismo italiano” appena rilanciato dal ministro Brambilla.
Ad accogliere i visitatori ci sono anche una foto del Presidente del Consiglio (evidentemente ignaro di non essere lui, almeno per ora, il capo dello Stato) nonché gli innumerevoli e ben noti strafalcioni geografici ad illustrare le foto nella testata. Del resto è il sito del turismo, mica dell’istruzione!
Peccato che, nonostante lo sfoggio di tutta questa bellezza, ci sia qualcuno che ancora resiste all’invito a venire nel nostro paese. Yasuyuki Yamada, un giapponese truffato da un ristorante romano con un conto-rapina di 695 euro, aveva addirittura ricevuto l’offerta di tornare in Italia con la fidanzata a spese del governo. E ha risposto: “E’ inutile, perché è una spesa inutile fatta con le tasse del popolo italiano”.
Dopo il complotto della stampa anglosassone, forse sta per arrivare il pericolo giallo…

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Il Fermacarte
July 30th, 2009


- Chris Anderson (il teorico della coda lunga) viene intervistato da Spiegel a proposito del suo nuovo libro, “Free”. Sull’argomento interviene, fra gli altri, anche Bruce Sterling.

- Il New York Times esamina i possibili scenari futuri per Google Books.

- Time recensisce “The Age Of Wonder” di Richard Holmes “finora il libro più appasstionante dell’anno”: nel quale si parla della scienza sperimentale durante il Romanticismo, quando i anche i dilettanti potevano fare delle grandi scoperte. “Era come il punk rock: se avevi una cantina, tempo libero e un po’ di superbia, potevi riuscirci”.

- Dalle nostre parti, polemica in corso fra la Lipperini e Leandro Piantini a proposito del libro di Giorgio Falco, “L’ubicazione del bene”.

- Su Nazione Indiana, invece, Emiliano Caprio recensisce “In fuga dalla scuola e verso il mondo” di Simone Consorti. “Nello scegliere il registro stilistico, Consorti non cerca di imitare il linguaggio dei giovani, né di sostituire la sua voce a quella di un adolescente. Cerca piuttosto di approssimarsi alla tonalità emotiva della lingua di un adolescente, di immaginare il modo in cui Valerio racconterebbe la sua storia […]”.

- Ionarts va alla riscoperta di “La Haine”, un dramma musicale scritto nel 1874 da Offenbach e da allora mai più eseguito. Torna in scena adesso al Festival di Montpellier, con le voci recitanti di Fanny Ardant e Gerard Depardieu. Sarà possibile ascoltarlo questa sera su France Musique.

- Il National Geographic dedica un bell’articolo a Venezia…

- Infine, New York Magazine racconta “La rivoluzione neoclassica della pizza napoletana” avvenuta nella Grande Mela: dove il feticismo alimentare e la ricerca di autenticità hanno portato la pizza a raggiungere livelli qualitativi senza precedenti. (Segnalato da Luca Sofri).

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Il Fermacarte
July 29th, 2009


Azz’ e che l’avimm’fatt’a ‘ffa st’Unita r’Italia? E mò, sai che facimm’? Quanno veneno accà e ce chiereno e’sfugliatelle nui ricimm: eh, guagliò, cca’ e’ sfogliatelle so ‘ppoche, avimm’ ra a’ precerenza sulamente a chi parl’ o’dialetto. Famme sentì bbuono, famme sentì cumm’parli.
Ma chi è Bossi, che ha ritt’ sta strunzata? L’esame? Ma pecchè nun pienza all’esame r’ò figlio, cà sta ‘nguaiato? Maronna mia (anzi, mò avisseme ricere marunnina mia), i’ ev’capito ch’ a scuola serveva a ce mettere tutt’assieme, a ce fa capì che simm’italiani…se vere che deamicìs era n’atu fess’…io nun o’saccio ma siconno me me ce vulesse una sola distinzione aint’a scola, ma pure fore a’scola, s’avesse ricere a nà parte ‘e strunz e a nà parte tutt l’ate. Eh, io a tenesse n’idea su chilo ch’amma iscrivere pe primm’ ma è meglio che me stongo zitto…



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Il Fermacarte
July 29th, 2009


La cosa che stupisce non è tanto che la Lega proponga di inserire nella riforma scolastica il “test di dialetto” per i professori: che al governo ci fossero dei portavoce di Alvaro Vitali ormai si era capito, ed ironizzarci sopra è come sparare sulla croce rossa.

Poi uno magari dà una sbirciata al relativo “sondaggio” del Corriere.it – che non è La Padania – e scopre che il 30% dei lettori sarebbero favorevoli. Praticamente uno su tre. Ora, per carità, la rilevazione è ancor meno attendibile dei sondaggi veri e le cifre possono sempre essere gonfiate ad arte: però è un indizio, e non certo isolato, del fatto che determinati comportamenti non suscitano nel cosiddetto “Paese reale” alcuna reazione.

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Il Fermacarte
July 28th, 2009


Nemmeno al Corriere della Sera è sfuggito il lato paradossale e grottesco di questa notizia: nella sala ristorante di un albergo a Madonna di Campiglio, una mamma è stata allontanata perché il suo gesto di allattare il bambino causava “disagio fra i clienti”.

Il lato paradossale e grottesco, naturalmente, sta che ciò avviene in un paese nel quale non si può nemmeno mettere in discussione l’opportunità degli amplessi fra escort e utilizzatori finali, senza essere accusati di moralismo e violazione della “privacy”. Quella “privacy” che in Italia – ancor prima che venga approvata la nuova legge sulle intercettazioni – già adesso non è più l’intangibile rispetto per l’intimità personale ma l’invalicabile muro eretto a difesa di ipocriti e disonesti; mentre, per colmo, in pubblico si arriva ad impedire perfino il gesto più naturale del mondo (stavo per dire “manco fossimo in Iran”, ma ho il sospetto che di questo passo saranno gli iraniani a dire “manco fossimo in Italia”).

“Non è colpa mia se qualcuno ha protestato”, dice intanto il direttore dell’albergo.
Un alibi perfetto per ogni occasione. Quando mai non c’è qualcuno che protesta per il rumore di un concerto, per un locale che vende alcolici, per un bacio tra omosessuali? E ci abbiamo mai pensato cosa comporterebbe questo principio, se invece di essere limitato ai comuni mortali lo si applicasse alle classi dirigenti?

(Sarebbe un’idea, eh? Se un membro di governo si becca un certo numero di reclami, ha chiuso: disturba la quiete pubblica).



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Il Fermacarte
July 26th, 2009


Il confronto italiani-inglesi, giornalisticamente riportato in voga dal Giornale, è in realtà sempre stato ben radicato nella cultura popolare. Con eccessi tanto nella stramaledizione predicata a suo tempo da Mario Appelius, quanto nella mitizzazione attuata dalla cultura pop.

Ora Akille segnala che il rapper Fabri Fibra ha fatto un pezzo intitolato “Speak English”: dove appunto si passano in rassegna una serie di luoghi comuni e leggende metropolitane sull’Inghilterra come patria degli stili di vita più liberi, confrontata con il complessato bacchettonismo italico.

Akille si chiede:

Dice sul serio? Lo dice ironicamente? E ancora, le combinazioni: dice sul serio e i suoi ascoltatori lo prendono sul serio?  Lo dice sul serio e suoi ascoltatori lo prendono ironicamente? Lo dice ironicamente e i suoi ascoltatori lo prendono sul serio? Sono tutti ironici e non ci sto capendo niente io?
E soprattutto: nel Paese di Fabri Fibra c’è tutto questo astio verso l’Italia e voglia di scappare? O è una qualche versione giovanilista di quando i politici dicono ”In qualsiasi altro Paese“?

E in effetti il pezzo di Fabri Fibra, pur essendo in sé abbastanza terribile, suscita riflessioni interessanti – più ancora che sugli inglesi, sulla percezione che come italiani abbiamo di noi stessi.

Guarda il video di “Speak English” di Fabri Fibra.

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Il Fermacarte
July 25th, 2009


berlusconi-diluca

(A sinistra il campione di ciclismo Danilo Di Luca, a destra un importante politico italiano)

A proposito dell’ultimo scandalo doping al Giro, il blog NuovoIndiscreto scrive: “Perché chiediamo ad un atleta professionista di essere più onesto della media dei suoi concittadini? Forse perché essendo la media dei cittadini schifosa pretendiamo che lo sport non sia un’isola di purezza ma almeno l’unico posto in cui i meriti vengono premiati ed i demeriti puniti”.
Giusto, certo. Ma c’è di più. Lo sportivo è, naturalmente, portato a rivestire un ruolo di esempio per i comuni mortali: che sia la forza, il coraggio, la velocità, o l’onestà, lui è lì non solo per sé ma per incarnare una serie di valori sia fisici che morali.
Fin qui, credo, molti italiani potrebbero ritrovarsi d’accordo. Ma poi cosa succede se si pretende che non soltanto gli sportivi, ma pure i gestori della cosa pubblica debbano essere di esempio per tutti gli altri? Ecco, penso sia qui che iniziano i problemi: perché emerge una spaccatura fondamentale, quasi antropologica, fra i “moralisti” e “quelli che sanno come va il mondo”. O che credono di saperlo, perlomeno.



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Il Fermacarte
July 24th, 2009


- In questi giorni un po’ tutti hanno celebrato il quarantennio dello sbarco sulla Luna. Sul NYT di ieri invece, William Safire rievoca l’incontro avvenuto esattamente 50 anni fa tra Nixon e Khrushchev davanti ad una “tipica cucina americana” esibita in un’esposizione a Mosca. Secondo Safire, fu uno dei momenti di confronto più importanti avvenuti durante la guerra fredda: perché quella cucina così tecnologicamente superiore irritò assai il capo dell’Urss, e ne nacque un vivace scambio di battute con l’allora vicepresidente americano.

- Dove sta il confine tra l’omaggio e il plagio? Oggi Loredana Lipperini riassume su Repubblica il caso Ferrario/Miyazaki. Si tratta di un fumetto fantasy italiano (tratto da “Le Cronache del Mondo Emerso” di Licia Troisi) nel quale il disegno di alcuni personaggi mostrerebbe fin troppe somiglianze con quelli del grande autore giapponese Hayao Miyazaki. La vicenda sta facendo discutere anche perché, in seguito alle segnalazioni arrivate dal web, l’editore Panini Comics ha deciso di bloccare la pubblicazione del prossimo numero: e il disegnatore Giuseppe Ferrario rischia conseguenze legali.

- Non dovrebbe essere un plagio invece il secondo romanzo di Nick Cave, “The Death Of Bunny Munro”, che uscirà a settembre in 31 paesi tra cui l’Italia. Nel frattempo, su The Quietus si può leggere il primo capitolo.

- Il Guardian intanto cerca di mettere a contatto generazioni diverse, con la sua “Guida alla musica classica per il ragazzino indie”. E partendo dal fatto che il nuovo album dei Muse contiene al suo interno un frammento del “Notturno in Mi bemolle maggiore” di Chopin, suggerisce di muoversi per analogie. Ad esempio: “Se vi piacciono Roy Orbison e Terence Trent d’Arby, provate i Lieder di Schubert e Schumann. Se vi piacciono i Kraftwerk, provate Steve Reich”. E così via.

- Infine qui si può leggere in pdf una nuova rivista culturale, “The Kakofonie”, diretta da John Holten. E’ una pubblicazione multilingue con articoli che compaiono così come li ha scritti l’autore, senza traduzione (“Non ci interessa la lingua”, spiega l’editoriale). L’impatto è appunto cacofonico, ma comunque stimolante.

(Per alcune delle segnalazioni, grazie a 3:AM Magazine)

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Il Fermacarte
July 23rd, 2009


Tra le tante richieste di denaro in cambio di una parvenza di oggetto o di servizio, i fazzoletti di carta o gli yo-yo per strada, la pulizia del parabrezza ai semafori, le rose al tavolo del ristorante durante la cena, la suonata di fisarmonica nella metropolitana, la più inutile e surreale è quella dei saltimbanchi che, quando parte il semaforo rosso, balzano in mezzo alle auto e cominciano a far roteare in alto i loro birilli colorati. Beninteso, è un incontro di non senso. Quei minuti persi al semaforo, vita sottratta e sospesa, sono, dal punto di vista individuale, essi stessi inutili e surreali, e forse i saltimbanchi si propongono come nostro specchio. La meta è lontana, e cerchiamo di consumare l’attesa con un pensiero, un progetto, uno sguardo sulla strada vanamente a caccia di sorprese. E’ un peccato che quelli rimangano fuori, impegnati nella velleitaria esibizione. Potrebbero, in quei due minuti, aprire lo sportello e accomodarsi a fianco a noi, offrirci una parola, una pacca sulla spalla, un cenno di comprensione col capo, discutere se il luogo dove siamo diretti davvero valga la pena o se non sarebbe il caso di mollare tutto lì. Magari svelarci qual è il segreto per interrompere la caduta. E infine tornare tempestivamente a nuotare verso il marciapiede, lasciandoci di nuovo soli con la nostra triste maschera di clown.

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Il Fermacarte
July 22nd, 2009


Quando il ciclista Di Luca risfoderava una prodigiosa vitalità sulle montagne del Giro d’Italia lo spettatore sportivo che è in me non si entusiasmava. Di Luca era già rimasto incastrato dall’antidoping nel 2007, poi le sue analisi erano risultate “atipiche” nel 2008, e se l’era cavata. Mi veniva naturale un certo scetticismo sulle sue prestazioni. E me ne dolevo, perché trovo un principio sacrosanto che chiunque possa sbagliare, e che la società debba riaccoglierlo con fiducia, una volta che ha scontato la sua pena (nel caso specifico, in verità, la questione si era conclusa con una dubbia assoluzione). Ci credo in settori più delicati, perché non dovrei farlo per il ciclismo? Invece, la notizia è di oggi, Di Luca è stato trovato positivo all’Epo, proprio nell’ultimo Giro d’Italia. Non trovo parole per commentare la caparbietà dei ciclisti nel rinnovare i propri trucchi, un vero insulto per il pubblico festoso che ancora aspetta ore sotto il sole per percorrere qualche metro di corsa insieme a loro e incitarli. Di fronte all’inanità della battaglia legale e al fango che schizza su tutti i corridori, ognuno dei quali vede allungarsi l’ombra del dubbio sulle sue pedalate anche quando sono il frutto di un bestiale sacrificio, mi domando se non sia il caso di ricorrere a una misura estrema, come la sospensione a tempo indeterminato di questo sport.

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Quando non è un refolo di vento, è il sovrapporsi di un impegno o un difetto di prontezza o un vuoto di memoria: quella carta che volevamo leggere o rileggere ci è stata ormai portata via. Un gran dispiacere, quasi come quello di chi ha visto la nave staccarsi dal porto e una cara persona partire. In tutte le sezioni del "Fermacarte" propongo articoli scovati da qualche parte, specialmente inerenti ai temi di cui si sono occupati i miei libri (carcere, sport, sociologia dei consumi, notariato), con l’obiettivo di rendere su tali argomenti il sito uno strumento di consultazione che si rinnova e segue l’attualità. Qualche volta invece di notizie o articoli letti altrove possono essere pensieri o appunti personali, pure quelli perennemente a rischio di essere travolti e dimenticati. Ma tra le carte svolazzanti e imprigionate magari si troveranno anche altre cose, di argomenti svariati, perché è proprio da ciò che è più casuale o trasversale che nascono spesso le riflessioni più intense e produttive...

(disegno originale di Guido Scarabottolo)