La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
July 7th, 2009


L’uscita di Debora Serracchiani a proposito del fatto che ha scelto di appoggiare Franceschini perché “è simpatico” deve forse indurre a qualche riflessione sulla questione generazionale nel Partito Democratico. Sotto un profilo di qualità intellettuale, non sarebbe stata cosa diversa motivare la preferenza perchè Franceschini veste figo o perché a Bersani puzzano i piedi. Magari tutto andrebbe bene se l’opinione fosse stata raccolta presso una velina della tv, ma qui stiamo parlando di una della quale si auspicava la candidatura a segretario. La ragione per la quale si ritiene che il Pd abbia bisogno di ricambi, oltre che meramente utilitaristica in quanto quelli che ci sono non hanno nessuna possibilità di vincere, è anche l’auspicio di un recupero dei programmi e, perché no, delle vituperate ideologie in luogo dei triti giochi di corridoio. Deve essere chiaro che ai giovani si chiede un ritorno a un’onesta e seria militanza, al noioso studio dei problemi, alla capacità di fare buona pedagogia civica. Poi, certo, dall’impatto mediatico non si può prescindere: ma è molto allarmante vederlo indicato come l’elemento propulsore delle scelte sui rappresentanti anche da parte dei giovani che dovrebbero purificare la politica. Tra l’altro, in politica, abbiamo visto come va a finire partendo da quelle basi. Si comincia con il fare il simpatico. E poi si finisce in camera da letto, con il Viagra.

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)