Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Può un comico candidarsi a segretario di un partito? Impostata così, la domanda è particolarmente stupida. Non solo perché è già stato presidente degli Stati Uniti uno che faceva film western, ma anche perché sono anni che Grillo non è più prevalentemente un comico ma, al contrario, un agitatore politico. Trovo semmai singolare che uno si iscriva a un partito dopo essersi candidato a segretario piuttosto che il contrario. Dovrebbe essere il legame col partito a giustificare l’impegno dirigenziale.
Siamo nella situazione specularmente opposta a quella descritta da Groucho Marx nella sua celebre battuta: “Non potrei mai far parte di un club che accettasse come socio uno come me”. Qui Grillo potrebbe dire: non potrei mai far parte di un partito che non avesse me come segretario. Messa da parte questa non lieve premessa, non è che quelli che sono in pista producano un brio particolare, né vagamente ispirano la sensazione di potere un domani vincere un’elezione. Però, a parte una certa debolezza di carisma, quello che trasmettono è una fondamentale assenza di un progetto politico forte. Grillo può inventarne uno? Fino ad oggi Grillo è stato il rappresentante dell’antipolitica, e siccome di antipolitico al governo ne abbiamo già uno da una quindicina di anni, e non pare che l’esperimento sia esaltante, non vorremmo prolungarlo, sia pure cambiando testimonial. Dopo di che, se si mettesse a fare sul serio, a me Grillo non sembra certo intellettualmente meno dotato di Bersani o Franceschini. Solo che dovrebbe cambiare registro e avere il coraggio di dichiararlo pubblicamente, a costo di giocarsi da subito una parte dei fan. Non si può certo immaginare quel tipo di approccio, eccellente per scuotere le coscienze, come un potenziale e realistico metodo di governo. Intanto: invece di limitarsi alla candidatura, perché non sfida subito gli altri in un dibattito pubblico? Ad oggi, e mi spiace ripetere l’analogia, è l’unico, oltre Berlusconi, che attacca gli altri sempre senza contraddittorio.
Il dibattito sull’argomento in rete ovviamente c’è, ma meno vivace di quanto ci si potrebbe aspettare (sarà l’estate). Segnalo comunque: Lo Scorfano, Polisblog, Francesco Nardi, Gilioli, L’Altro Lato del Letto, Galatea, Random Bits, Internazionale e Luca Sofri.
One Response to “Grillo segretario e Groucho Marx”
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Condivido assolutamente la sua analisi.
Pare comunque che in seguito alla scadenza del termine previsto dal regolamento del partito non gli sia ormai consentita la candidatura…