La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
July 17th, 2009


Sembra dunque destinata alla sconfitta il tentativo dell’Uci, nel Tour de France in corso, di vietare l’uso degli auricolari ai corridori, per il costante contatto radio con i direttori sportivi situati sulle ammiraglie. La questione, che i giornali e i blog si sono poco occupati di commentare, è stata per lo più ricondotta al rapporto tra sport e tecnologia. Ma tutto sommato la posta in gioco mi pare un’altra, ed è l’iniziativa dell’atleta e la sua autonomia rispetto alle linee tattiche concordate dall’esterno.
Ricordo, nella mia esperienza, un confronto duro nella scherma, che all’epoca venne chiamata guerra delle transenne. A fronte di una lunga tradizione, nella quale il maestro affiancava l’atleta a bordo pedana così come avviene ad esempio per l’allenatore del pugile sul ring, una parte della dirigenza di allora mirava a confinare i tecnici lontano dagli atleti, dietro delle transenne, appunto, in maniera da rendere difficoltosa, se non impossibile, la loro comunicazione, ritenendo che essa potesse falsare le forze in campo. Per la squadra in cui militavo era una batosta, poiché mio padre, che era un grande maestro, era un attento studioso dei colpi istintivi dei nostri avversari, che ci segnalava in diretta, suggerendoci di eseguire un’azione piuttosto che un’altra. E tutti noi suoi allievi, quando eravamo impegnati a nostra volta come accompagnatori, provavamo a praticare la medesima vocazione, e anzi consideravamo inadeguati gli allenatori avversari che rimanevamo muti vicino ai loro ragazzi, senza dare loro consigli di sorta.
Del resto, mi pare che susciti ammirazione più l’allenatore di calcio che continuamente striglia i suoi prodi e li approvvigiona continuamente di schemi che non quello che rimane con gli occhi fissi nel vuoto sulla panchina. Insomma, dell’immaginario sportivo più genuino fa parte storicamente anche il sodalizio cospirativo tra l’atleta e l’allenatore, benché talvolta riduca apparentemente il secondo a braccio (o gamba…) ed elevi l’altro alla mente. Gli auricolari, dunque, spingono verso la tradizione.

Argomenti: ,
Categoria: Il Fermacarte
Un Commento


One Response to “Il ciclismo a orecchio”

  1. [...] Per approfondire consulta la fonte: Il ciclismo a orecchio « Remo Bassetti [...]

Lascia la tua Opinione



(disegno originale di Guido Scarabottolo)