La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
July 22nd, 2009


Quando il ciclista Di Luca risfoderava una prodigiosa vitalità sulle montagne del Giro d’Italia lo spettatore sportivo che è in me non si entusiasmava. Di Luca era già rimasto incastrato dall’antidoping nel 2007, poi le sue analisi erano risultate “atipiche” nel 2008, e se l’era cavata. Mi veniva naturale un certo scetticismo sulle sue prestazioni. E me ne dolevo, perché trovo un principio sacrosanto che chiunque possa sbagliare, e che la società debba riaccoglierlo con fiducia, una volta che ha scontato la sua pena (nel caso specifico, in verità, la questione si era conclusa con una dubbia assoluzione). Ci credo in settori più delicati, perché non dovrei farlo per il ciclismo? Invece, la notizia è di oggi, Di Luca è stato trovato positivo all’Epo, proprio nell’ultimo Giro d’Italia. Non trovo parole per commentare la caparbietà dei ciclisti nel rinnovare i propri trucchi, un vero insulto per il pubblico festoso che ancora aspetta ore sotto il sole per percorrere qualche metro di corsa insieme a loro e incitarli. Di fronte all’inanità della battaglia legale e al fango che schizza su tutti i corridori, ognuno dei quali vede allungarsi l’ombra del dubbio sulle sue pedalate anche quando sono il frutto di un bestiale sacrificio, mi domando se non sia il caso di ricorrere a una misura estrema, come la sospensione a tempo indeterminato di questo sport.

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)