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Nutrimenti Edizioni 2010








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Storia e Storie dello Sport in Italia,
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Il Fermacarte
July 26th, 2009


Il confronto italiani-inglesi, giornalisticamente riportato in voga dal Giornale, è in realtà sempre stato ben radicato nella cultura popolare. Con eccessi tanto nella stramaledizione predicata a suo tempo da Mario Appelius, quanto nella mitizzazione attuata dalla cultura pop.

Ora Akille segnala che il rapper Fabri Fibra ha fatto un pezzo intitolato “Speak English”: dove appunto si passano in rassegna una serie di luoghi comuni e leggende metropolitane sull’Inghilterra come patria degli stili di vita più liberi, confrontata con il complessato bacchettonismo italico.

Akille si chiede:

Dice sul serio? Lo dice ironicamente? E ancora, le combinazioni: dice sul serio e i suoi ascoltatori lo prendono sul serio?  Lo dice sul serio e suoi ascoltatori lo prendono ironicamente? Lo dice ironicamente e i suoi ascoltatori lo prendono sul serio? Sono tutti ironici e non ci sto capendo niente io?
E soprattutto: nel Paese di Fabri Fibra c’è tutto questo astio verso l’Italia e voglia di scappare? O è una qualche versione giovanilista di quando i politici dicono ”In qualsiasi altro Paese“?

E in effetti il pezzo di Fabri Fibra, pur essendo in sé abbastanza terribile, suscita riflessioni interessanti – più ancora che sugli inglesi, sulla percezione che come italiani abbiamo di noi stessi.

Guarda il video di “Speak English” di Fabri Fibra.

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Categoria: Il Fermacarte
11 Commenti


11 Responses to “La magnifica Albione”

  1. Barbara Rocchi says:

    Buongiorno Remo,
    trovo piuttosto interessanti le Sue considerazioni sul brano di Fabri Fibra “Speak English”, ma sono in completo disaccordo con l’aggettivo che giudica il brano come “terribile”. Siamo nel 2009 ed è il rap a comunicare qualcosa nelle canzoni, non certo il pop (Finley, Sonohra, Anotnella Amoroso, ecc) o il finto rock: Fibra comunica meglio di chiunque altro là fuori (benché sia seguito da artisti di calibro come Marracash o Dargen D’Amico). Se non conosce i loro lavori, La invito ad approfondirne l’ascolto, sempre che abbia ancora un orecchio privo di preconcetti o di un gusto fortemente improntato sulla nostra tradizione classica. Allora sarebbe una missione impossibile.
    Pur non essendo una teen-ager, trovo la musica rap italiana un validissimo strumento per ‘criticare’ (nel senso di mettere in discussione) la realtà attuale dei fatti e comprendere ciò oggi che non viene detto da nessun’altra parte.
    Saluti,
    Barbara

  2. Doyle says:

    Le consiglio di farsi in giro nel sito fugadeitalenti.wordpress.com e scappo.it

    Siti che spiegano meglio di quanto potrei fare io il perchè paesi come la Francia, la Germania, la Scandinavia e l’Inghilterra siano anni luce davanti a noi, paesi in cui i giovani hanno opportunità (in Italia non esistono opportunità ammeno di non essere raccomandato e in ogni caso non c’è spazio per idee innovativi in un’imprenditoria vecchia e tirata avanti da mentalità vecchie) e perchè l’Italia sia ormai un paese invivibile, da cui scappare come fecere i nostri antenati tempo addietro.

    Le potrà interessare sapere che l’Italia è quarantottesima in una classifica di progresso tecnologico, sotto al Qatar, alla Tunisia e alla Malesia. Inoltre l’Italia è penultima in Europa per competività davanti solo alla Turchia. E’ invece ai primi posti per gli stipendi più bassi d’Europa.

    Inoltre la cultura popolare anglosassone è il linguaggio moderno che un po tutti parlano (dal rock allo sperimentalismo elettronico ai bellissimi musical di west end) mentre l’Italia pateticamente è rimasta ferma a “finchè la barca va” e non perde occasione per diventare sempre più arretrata guardando al passato con nostalgia invece che al futuro con entusiasmo.

    E come dice la poestessa Susan Stewart la nostalgia non è nient’altro che il desiderio di ricreare qualcosa che non è mai esistito, di ritornare in un posto in cui non siamo mai stati e di reclamare qualcosa che non abbiamo mai possedduto.

    Purtroppo il panorama artistico italiano (attualmente irrilevante nel mondo) è formato da retrogradi pseudointellettuali vecchi e frustrati che non sembrano accettare il naturale processo per cui una cosa vecchia muore e diventa obsoleta mentre una nuova evolve e porta progresso. Inoltre l’Italia è il paese più vecchio d’europa, con la classe politica più vecchia in europa, dove vetusti individui dalla mentalità che poteva essere attuale 100 anni fa, hanno messo radici nelle anziende, nelle università, nelle aule giudiziarie. Insomma un’ospizio a cielo aperto dove anche i giovani ragionano come vecchi.

    La musica moderna è un validissimo strumento di comunicazione e chi la snobba a priori non ci prova nemmeno a guardarla con occhi obbiettivi; la detesta solo per il fatto di essere moderna e di rappresentare quello che il mondo nella sua normale evoluzione è diventato e di conseguenza quel passato che non puo più essere.

    Il tradizionalismo e la paura del nuovo portano solo all’ignoranza, all’arretratezza e allo stallo culturale.

    Per fortuna che nel mondo c’è ancora gente che non solo prova a capire la cultura moderna, ma guarda il mondo con gli occhi dei giovani per poter rimanere al passo con i cambiamenti culturali inevitabili. Un esempio perfetto che posso portare (e che viene proprio dall’Inghilterra) è di una madre cinquantenne che gioca online con i figli adolescenti a World of Warcraft, instaurando in questo modo uno dei rapporti genitori figli più sinceri e rispettosi che abbia mai visto. Poi finchè ci saranno le persone che pensano a priori “ma come parlano sti giovani?!” “ma cosa si vestono?!” “ma che razza di musica ascoltano?!” allora il progresso sarà sempre più lento e faticoso di quello che potrebbe essere.

  3. Barbara Rocchi says:

    Quanto sono d’accordo con Lei, Doyle… Completamente. L’Italia è un paese per vecchi, il contrario del film dei Cohen (cit. Marracash). Buona settimana.

  4. remobassetti says:

    Grazie, intanto, Barbara e Doyle per gli interventi. Io non ho pregiudizi, specialmente musicali. Però sono contrario a traferire la fiducia cieca nello sviluppo e nel progresso dall’economia e la politica, dove è tanto in crisi, alle manifestazioni culturali. Essere moderni non significa automaticamente nè essere dalla parte della ragione nè da quella del torto, e la musica è fatta non solo per dire delle cose (ciò che al rap non di rado riesce molto bene, ma con una modalità discorsiva limitata: del resto il rapper non è uno che ascolta) ma pure per essere musica, e il rap ha possibilità formali limitate che pochi grandi artisti (Fabri Fibra non ce lo metterei) riescono ad arricchire, in quel caso con esiti straordinariamente espressivi (proprio ieri ripescavo con piacere tra i miei cd un vecchio disco dei Puya, abili contaminatori capaci di fare del rap il traino di altri generi). Non credo che si debba giocare a WoW per essere rispettosi del figlio. Ma perchè, se si mettevano a leggere un libro sul divano erano carcasse della storia? In generale diffido di chi si fa il piercing per uscire con il figlio: al genitore, d’accordo, compete comprendere l’orizzonte del figlio, ma è veramente rispettoso quando lo accetta anche senza farlo coincidere con il suo ( e senza rinuciare alla sua facoltà di critica, se no non è più un genitore). Quanto al paese per vecchi…magari l’Italia fosse almeno quello. Il mondo manageriale, tanto per dire, ha un discreto ricambio generazionale. A voi sembra che ne sia venuto fuori un positivo scarto culturale? A me no. L’Italia è un paese in profonda crisi civica e morale, e in questo momento non c’è da sollazzarcisi, nè da vecchi nè da giovani.

  5. Bdd says:

    per provare a rispondere al quesito di akille: secondo me fabri fibra è ironico sull’inghilterra, e serissimo sull’italia.

    l’idea alla base di “speak english” è carina in effetti, ma per il resto avrebbero potuto farlo identico gli articolo 31 un decennio fa: e questo, purtroppo, smentisce completamente la pretesa di rappresentare o “criticare la realtà attuale”. perché una musica sia attuale, non basta che il testo parli di cose attuali se poi ripete formule stilistiche collaudate e ormai consumatissime.

    va detto però che il problema non riguarda il solo fabri fibra… è parecchio tempo a mio parere che il rap italiano produce assai poco di interessante, a parte forse proprio dargen d’amico.

    e paradossalmente, tornando alla questione generazionale, io trovo che il rap sia ormai uno dei più “vecchi” generi musicali in circolazione: nel senso che dopo il boom creativo degli anni ‘80, e la stabilizzazione commerciale dei ‘90, ha praticamente smesso di evolversi. un po’ come il jazz. ed è un peccato per entrambi.

  6. Barbara Rocchi says:

    Seguo il rap da vent’anni, sia quello italiano sia quello americano, avendo vissuto in entrambi i paesi per parecchi anni. Mi spiace non essere d’accordo, caro bdd, con nessuna delle cose che Lei dice. J. Ax è sicuramente stato un talento del rap italiano ed ancora oggi ha, come scrittore, delle doti innegabili; ma Fibra è proprio una spanna sopra tutti da sempre, anche dopo il processo che lo ha portato a ’semplificare’ i suoi testi in cambio di una maggiore comprensione generale. Ovviamente può non piacere, ci mancherebbe altro, ma Le posso assicurare che canzoni come Tutti Matti, Cattiverie, Il Più Pazzo, Rap In Guerra, Alla Fine di Tutto Questo e molte altre, dimostrano le sue sorprendenti doti di liricista di prim’ordine. Ribadisco solo che i testi di Fibra hanno due o più livelli di lettura ed è come riguardare un bel film più volte per scoprirne ulteriori risvolti. Ma la musica è molto una questione di gusti e di immediatezza, questo è chiaro. Lungi da me quindi il voler convincere qualcuno… Solo che non mi piace che il suo lavoro venga liquidato in base ad un ascolto magari radiofonico, sfuggente e superficiale.
    Inoltre, Le posso garantire che esiste una schiera di ragazzi giovanissimi e motivati, ricchi di talento, che stanno innovando non poco il rap in queste ultime stagioni: B.o.B, Kid Cudi, Big Sean, Pac Div, Charles Hamilton, Kanye West, ecc ecc.
    Il rap è lontano dall’involuzione, se si sa dove cercare. Non conosco invece affatto la situaizone attuale del jazz…
    Saluti a tutti e grazie per questo vivace scambio di opinioni in questi pigri pomeriggi di vacanza.

  7. Sharieef says:

    Applausi per Fibra e per la sua cetorpina sul rolling stones :D !!!VA:F [1.9.9_1125]Rating: 0 (from 0 votes)

  8. Keischa says:

    That’s a sutlbe way of thinking about it.

  9. hodckvne says:

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