La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
September 23rd, 2009


La prima pagina del nuovo quotidiano di Padellaro oggi lancia la notizia di un’indagine su Gianni Letta, il brillante pezzo di Travaglio su De Villepin e l’editoriale del direttore che indica nella nostra Costituzione repubblicana (nessuno aveva dubbi in proposito, peraltro) la linea politica del giornale.
Ad una prima occhiata, sembra tutto esattamente come lo si aspettava (forse anche troppo): grande spazio alle inchieste giudiziarie, alle battaglie per la libertà di informazione, un po’ meno a laicità e ambiente, critiche sferzanti al Pd nella prospettiva di un partito più berlingueriano e meno timido.
L’ironia viene usata a piene mani per evitare un taglio troppo serioso, e Luca Telese può fare da par suo la simpatica canaglia con Ignazio Marino (l’intervista si apre con dettagli sulla sua dieta a base di pomodori e succo di mirtillo).
Ma la cosa più interessante è alla terzultima pagina, dove si proclama lo “statuto” del giornale: “SENZA PADRONI – Nessun contributo pubblico, nessun azionista di controllo. Saremo sottoposti solo al giudizio dei nostri lettori”.
Come qualcuno ricorderà, ci aveva provato anche il vecchio Montanelli senza molta fortuna: e infatti (con sprezzo della superstizione) a pagina 18 viene citato il suo editoriale del 22 marzo 1994 su La Voce: “Mai più un padrone” appunto. A parte, è sottointeso, il pubblico.
E in questo senso, i rischi di questo nuovo giornale sembrano almeno due. Il primo, ovviamente, è che il pubblico non segua i coraggiosi avventurieri (ma la rabbia antiberlusconiana è talmente diffusa che, almeno in questa fase, i lettori non dovrebbero mancare). Il secondo, più sottile, è che il Fatto si riveli un prodotto iper-targhettizzato: che cioè si limiti a dare al pubblico quello che il pubblico vuole, confermando quello che già sa, ed evitando accuratamente di provocarlo nelle sue certezze acquisite.



5 Responses to “Questo è il Fatto”

  1. Egypt says:

    That’s really shewrd! Good to see the logic set out so well.

  2. iizjztbleca says:

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)