La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Che il reality non sia vita vera, adesso, lo ha stabilito anche la giurisprudenza. La Cassazione, rilevando che scopo delle trasmissioni è esattamente quello di aizzare i contendenti e condurli alla rissa, ha deciso che l’insulto tra i partecipanti (nel caso specifico l’epiteto era il non lievissimo “pedofilo”) non costituisce ingiuria.
Per chi, come me, non ama questo tipo di esibizioni, una sentenza così è uno spasso. Essa certifica il grado di mortificazione della dignità cui si sottopongono volontariamente i partecipanti, il loro status di giullari della gleba, e apre la strada a interessanti evoluzioni (non si potrebbe giurare a questo punto che le stesse lesioni giustifichino l’intervento del giudice penale).
C’era a Roma una volta (forse c’è ancora) un ristorante chiamato “La parolaccia”, nel quale la specialità della casa era quella di insultare pesantemente il cliente (tipica per esempio era una formula di accoglienza come: “chi è ‘sta baldracca che te porti appresso?”), e il fatto che il gioco fosse annunciato funzionava da esimente penale. Pare si mangiasse malissimo, ma il gusto era appunto nella masochistica trasgressione di farsi coprire di contumelie.
Con il tempo, non c’è stato bisogno di pagare apposta, perché una certa carenza di urbanità è diventata condimento abituale anche di pietanze più ordinarie e salotti tirati a lucido, per non menzionare ovviamente il Parlamento, che ha ormai oscurato la concittadina trattoria. Sarebbe anzi il caso di riflettere se la felice deduzione relativa al reality non calzi al nostro ambiente politico, e se non vada anche lì depenalizzato l’insulto. Forse l’unico problema sarebbe la confusione dato che a quel punto, tra reality e vita politica, cadrebbe anche l’ultima distinzione formale.
5 Responses to “I confini del reality”
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