La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento

A dimostrazione di come il concetto di carcere e di limitazione dello spazio possa essere relativo non si può che citare Berlino, nel giorno dell’anniversario della caduta del Muro. In alcuni casi la claustrofobia non può essere evitata nemmeno percorrendo chilometri di strade. Tra le varie iniziative commemorative, la mostra alla Sala Bolaffi di Torino ha esposto fotografie che ritraggono momenti di vita del Muro. Non solo metaforicamente, il Muro è sempre protagonista: palcoscenico, ingombro, spessore, materia, simbolo, appoggio, postazione, feticcio. La foto più bella, un intero romanzo, quello di una ragazza che nel suo fresco abito da sposa si fa issare sulla sommità del Muro e saluta i parenti che sono dall’altra parte. E’ straziante pensare a quei destini inscatolati. E però c’è la festa finale, la demolizione, la catarsi, la partecipazione e l’abbraccio dei giovani occidentali.
Nulla, è evidente, può giustificare la vita circolare dei tedeschi dell’est, e rimpiangere la sua normalizzazione. Ma il fatto che al di là dal Muro ci fosse un’ideologia distorta faceva sì che al di qua del muro ci fossero giovani idealisti che provassero a raddrizzarla, ed elevassero questo a uno degli scopi della vita. Non saprei più immaginare tanti ragazzi in piazza a piangere di commozione per delle vite altrui. Sempre più numerose, semmai, sono le file per i saldi, e non basta per mitigarne la tristezza considerare che sono pur sempre meglio di quelle per il pane.
Magari le prossime generazioni sapranno ritrovare un antidoto a questo annegamento nell’apatia. Mio figlio Vittorio di quasi dieci anni, che era con me alla mostra, a un certo punto ha preso il pennarello e cominciato a scrivere su uno dei finti muri ricreati nello spazio espositivo. Pensavo infilasse il suo nome o una frase sul calcio. “Anche se era duro è caduto il muro” ha scritto invece. Non so come abbia ricavato uno spazio vergine su una superficie ormai cosparsa di slogan, commenti e graffiti. La sua ispirazione e il bianco che si è allargato ad accoglierla mi hanno restituito una speranza per il futuro.
5 Responses to “Anche se era duro è caduto il Muro”
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