La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento



Il Fermacarte
November 13th, 2009


A questo punto, penso che il cattivo pensiero sia venuto un po’ a tutti: in Italia la “giustizia rapida” (anzi rapidissima) esiste già, anche se non viene applicata – come si usa nelle ormai antiquate democrazie occidentali – indiscriminatamente, ma in modi sempre più mirati e selettivi.
Le prime pagine dei giornali in questi giorni lo dimostrano, ma ci sono episodi – diciamo minori – che rappresentano forse ancora meglio la giungla in cui ci troviamo.
Il concorso truffa in Sicilia che portò nel 2007 a nominare oltre 300 dirigenti scolastici dovrebbe ora essere annullato a causa dei clamorosi strafalcioni contenuti nelle prove scritte di alcuni vincitori (che si distinsero per licenze poetiche come “… ciò induce ha ricercare accordi…”, o “leaderschip”).
Dovrebbe, appunto, trionfare almeno la certezza dell’ortografia su quella di ritrovarsi decine o centinaia di scuole governate da presidi analfabeti.
Dovrebbe, con il condizionale, perché i nostri parlamentari sono previdenti: e hanno già fatto approvare alla Camera un emendamento di legge che salva il concorso truffa dall’annullamento, lasciando i vincitori dove stanno.

Una grande prova di “leaderschip” da parte della nostra classe dirigente eletta (si fa per dire) dal popolo: l’ortografia, come la giustizia, la decidono i rappresentanti del popolo.

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)