La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



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Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




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Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




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Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




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Il Fermacarte
December 9th, 2009


Furio Colombo, nell’editoriale di oggi sul Fatto, racconta la sua visita al “centro di identificazione e di espulsione” per immigrati clandestini di Ponte Galeria, a Roma: un luogo dove fa “più freddo dentro che fuori”, al punto che le donne sono costrette a stare a letto vestite. Molte di loro sono state strappate al lavoro di assistenza alle famiglie, deportate da una città all’altra, recluse in quello che “è come uno zoo quando era permesso essere crudeli con gli animali”.
Ma al di là di una vergogna ormai talmente consolidata che sembra quasi stucchevole ricordarne l’esistenza, colpisce un dettaglio riguardante il personale in servizio al centro:

“Alla polizia tocca soprattutto il compito impossibile delle identificazioni. E’ come mettere ordine nel mondo, dal Senegal alla Moldavia, dal Marocco all’Ucraina alla Cina”.

Un incarico quasi affascinante, a dispetto della tragicità della situazione, ma non si capisce perché affidarlo soltanto alle forze dell’ordine (per quanto volonterosi e professionali possano essere i poliziotti).

Mettere ordine nel mondo è un problemone di tipo antropologico, culturale e linguistico. Una sfida “impossibile”, forse, ma al tempo stesso disperatamente urgente: e questo dimostra come l’antropologia e la cultura non siano affatto slegate dalla realtà. Ad esserlo è semmai l’ostinazione, tutta ideologica, a trasformare l’intera questione/clandestini in un problema di “sicurezza” (laddove l’80% dei “detenuti in queste gabbie” non ha commesso alcun reato).

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Categoria: Il Fermacarte
Un Commento


One Response to “L’identificatore”

  1. [...] senz’altro il Centro di Identificazione e di Espulsione di Ponte Galeria (di cui già si parlava qui): un luogo che per legge dovrebbe essere di passaggio e che di fatto è una galera, per non dire di [...]

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(disegno originale di Guido Scarabottolo)