La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Il cardinale Luigi Tettamanzi aveva già ricevuto dalla Padania l’etichetta di “Imam”. Ora dovrà probabilmente tenersi anche quella di “amico dei carcerati”, viste le parole pronunciate durante la messa di Natale in Duomo: “L’altro ieri ho voluto passare a visitare e benedire le celle di numerosi detenuti a San Vittore. Ho provato tanta pena, anzi un vero e proprio sconcerto per quanto ho visto con i miei occhi”.
In compenso, sempre durante le festività, il parroco di Castiglione delle Stiviere (Mantova) ha pensato bene di invitare i fedeli a non fare l’elemosina ai mendicanti. “Dar da bere agli assetati è giusto. Ma dare vino agli ubriaconi no” ha detto durante l’omelia di Santo Stefano: un’interpretazione evangelica che ha incontrato subito il favore della Lega. Così adesso c’è una proposta in giunta per vietare l’accattonaggio, ispirata (per quanto in modo strumentale) proprio a parole pronunciate da quell’altare che dovrebbe essere simbolo supremo di carità.
Sono i paradossi dell’Amore, che nei nostri tempi diventa sempre più difficile distinguere (politicamente, eticamente, religiosamente) dal suo opposto. Alle confusioni tra Destra e Sinistra eravamo abituati, ma ciò che succede oggi agisce ad un livello molto più profondo e per questo pericoloso. I manifestanti iraniani massacrati il 27 dicembre dalla polizia stavano urlando “Morte al dittatore”, che di per sé non sarebbe precisamente un esempio di comportamento affettuoso. Eppure l’intera stampa occidentale, e noi stessi, quasi non ci abbiamo fatto nemmeno caso: tanta è la vicinanza provata nei loro confronti, da annullare ogni disagio per una violenza verbale (e non solo verbale) che in altri contesti susciterebbe sdegno e polemiche.
Il nostro Amore è ancora assoluto, come la maiuscola farebbe supporre, oppure si muove ormai in una complicatissima ragnatela di condizionali e cautele nel rischio costante di cadere in contraddizione con noi stessi?
5 Responses to “L’odio e l’amore”
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