La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Questa è la recensione dedicata a Derelitti e delle pene da Alessandro Mantovani su Le Monde Diplomatique, nel marzo 2004:

L’ambizione è considerevole, raccontare la sofferenza nelle carceri italiane e al tempo stesso scardinare luoghi comuni e ipocrisie che si annidano nelle premesse filosofiche e giuridiche del sistema penale.
Derelitti e delle pene – Carcere e giustizia da Kant all’indultino prende le mosse dalla crisi del carcere nel nostro paese – che si riflette nei dibattiti periodici quanto sterili sul sovraffollamento – per suggerire una riflessione a tutto campo. E propone un contributo colto e originale, tutt’altro che ideologico, che investe i fondamenti stessi della potestà punitiva e della criminologia, invitandoci a tornare alla domanda «perché punire?» e a non accontentarci delle risposte via via formulate dalla civiltà occidentale.Alla prima parte, dedicata alla «pena pensata», segue la seconda, storica, sulla «pena applicata». Bassetti ripercorre le vicende drammatiche e talvolta bizzarre delle carceri dall’Unità d’Italia al fascismo e alla repubblica, fino alla stagione delle rivolte, alle riforme degli anni 70 e 80 e ai loro successi e fallimenti. Il libro offre al lettore gli strumenti fondamentali per comprendere l’ordinamento penitenziario e le problematiche più attuali: le pene alternative, il 41 bis, l’inferno del lavoro e della sanità in carcere e la burocrazia grottesca e asfissiante.
La terza parte, «la pena vissuta», è una galleria di brevi monologhi molto intensi, tratti dagli incontri dell’autore con una trentina di detenuti (e una guardia carceraria): immagini della loro vita dietro sbarre e cancelli, incubi e sogni, luci e colori da un mondo senza luce. È un libro di denuncia, un libro contro il carcere perché ne evidenzia gli aspetti di normale mostruosità, ne mette in discussione scopi e natura. E forse risulta efficace e interessante anche perché Bassetti, come spiega lo stesso autore nell’introduzione, non è un addetto ai lavori (di professione fa il notaio) né era mosso, almeno all’inizio del suo «viaggio», da particolare sensibilità verso i detenuti. Si definisce «un borghese medio», confessa di aver cominciato a ragionare sul carcere solo quando ci sono finiti gli imputati di Tangentopoli, così simili a lui e così diversi dalla generalità dei carcerati. Da lì ha cercato di andare a vedere da vicino, senza pregiudizi, restituendoci un severo atto d’accusa contro un sistema che infligge dolori indicibili nella sostanziale indifferenza verso le vittime dei reati.



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(disegno originale di Guido Scarabottolo)