La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010








Contro il target,
Bollati boringhieri 2008



Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008




Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003




Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento





Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999




Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento





Ieri mattina a Tabloid, su Radiotre, parlavano fra le altre cose del decreto Gelmini. Ed è stata una bella sorpresa vedere citato l’articolo di Matteo Sacchi sull’ultimo numero di Giudizio Universale:

[...] Una inchiesta dal risvolto ironico, ed anche interessante, su Giudizio Universale (il mensile che recensisce tutto, lo trovate in edicola, è il numero di questo mese). Alle pagine 14 e 15, il mensile fa un’inchiesta sulle facoltà a Milano: quanto costa studiare in una grande città. E cosa ne viene fuori? Viene fuori che i figli di chi si può permetterlo vanno nei posti come lo IULM, l’università privata, pagano moltissimo, hanno un buon servizio; mentre chi ha meno denaro deve andare alla statale. Ma poi, in questo pezzo di Matteo Sacchi, viene fuori che comunque perfino chi va alla statale spende moltissimo: perché a Milano se non si fanno gli aperitivi non si vive.

Ascolta la puntata di Tabloid del 28 ottobre 2008

Vai alla pagina dei podcast di Radio3

Leggi il post sul numero di ottobre di Giudizio Universale



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Papero Giallo discute sulla necessità di limitare, in tempi di crisi, l’acquisto di giornali e riviste:

[...] Da alcuni giorni devo fare una scelta perché non mi voglio caricare di spese inutili.
La mia mazzetta si è “ridotta” a quattro giornali
Corriere della sera
Stampa
Sole24ore
Repubblica
elencati esattamente nell’ordine di lettura.
Ci sono poi i periodici e quindi ecco l’ Espresso, cancellata invece Panorama, fondamentale l’Internazionale per avere una visione d’insieme.
Tra i mensili leggo il Giudizio Universale e quel che capita a seconda della copertina o degli argomenti [...].

Leggi il post di Papero Giallo.



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Dalla recensione apparsa sullo scorso numero di Giudizio Universale:

1) Perché, se i voti sono da 1 a 10, gli insegnanti non danno mai né l’1 né il 10?
2) Perché dare tanta importanza all’interrogazione orale, che costringe gli studenti a trascorrere ore di noia ascoltando i due o tre sfortunati del giorno?
3) Perché si assegnano tanti compiti se questi poi non vengono sempre corretti, riconsegnati e spiegati?
4) Perché persino gli insegnanti di educazione fisica ci tengono a far passare la loro lezione come se fosse una disciplina accademica (esame con domande dettagliatissime sulle dimensione del campo di pallacanestro, sport che mia figlia detesta)?
5) Perché gli insegnanti sono quasi interamente donne, mentre tanti presidi sono uomini?
6) Perché non ci sono sanzioni serie per i cattivi comportamenti?
7) Perché le lezioni iniziano così presto la mattina, come se i ragazzi di oggi andassero ancora a dormire al calar del sole?
8 ) Perché all’università è consentito agli studenti rifiutare il voto dell’esame e riprovarci (una pratica sconosciuta nel mondo anglosassone), e perché hanno tante occasioni di rifare l’esame, talvolta fino a sette appelli all’anno?
9) Come mai in Italia si è riusciti a mantenere lo studio del latino e del greco classico come materie obbligatorie nei licei mentre il resto dell’Europa le ha (stupidamente) abbandonate?
10) Perché gli insegnanti sono pagati così poco? E perché, pagati così poco, ci sono ancora oggi tanti ottimi insegnanti nella scuola italiana?

Per quanto riguarda il punto 6, sembra che l’attuale ministero abbia dato nel frattempo la sua risposta ripristinando il voto di condotta: come già si diceva nell’intervista a La7 a proposito del decreto sicurezza, l’Italia di oggi cerca di riempire con l’autorità il vuoto di autorevolezza.

Nel frattempo, il blog Far Finta di Essere Sani dà queste risposte alle domande di Parks:

1) Forse una volta. Ora si danno. Io do sia gli 1 che i 10, ovviamente in casi rari (come è logico che sia, rispetto alla frequenza dei voti intermedi).

2) L’interrogazione orale è un esercizio importante. Parks ha ragione circa la poca economicità della gestione della cosa in relazione al monte ore della classe (e della disciplina).

3) Ma in che scuola manda le sue figlie Parks? Ogni compito viene corretto in classe, ci mancherebbe solo (e la tempistica deve essere rigorosa, come da prescrizioni del Collegio Docenti).

4) Su questa si dovrebbero aprire gli X Files.

5) Ora non più. Nel mio liceo ci sono parecchi insegnanti maschi, direi poco meno della metà. E tutte le presidi che ho avuto da quando sono di ruolo sono donne.

6) Credo la situazione vari molto da scuola a scuola. E poi c’è la cosa della misericordia cattolica di cui scrive lo stesso Parks.

7) Perché, checchè ne dica chicchessìa, se non si cominciasse la scuola alle 8 bisognerebbe continuare dopo pranzo, e non dico altro.

8 ) Su questa non sono competente a commentare.

9) Perché talvolta noi italiani facciamo le cose per bene.

10) Questa è la domanda da cento milioni di dollari. La risposta alla seconda parte è, credo, perché nella vita non contano solo i soldi. Contano anche, per dire, la soddisfazione di fare le cose a modo e il divertimento che si prova a fare ciò che si è capaci di fare bene. Sulla prima parte ho già dato altre volte. Riassumo: ci vorrebbe la metà degli insegnanti, pagata il doppio.



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Il numero più rilevante dell’anno, finora, è stato probabilmente quello di febbraio dedicato all’anniversario del Sessantotto: recensito però dai trentenni di oggi, ovvero da chi all’epoca non era ancora nato.

Leggi l’elzeviro di Sergio Garufi sull’argomento (da Liberazione del 19 febbraio 2008)

Leggi la recensione di Gianpalo Simi dedicata al Libretto Rosso di Mao (ripubblicata dal Riformista, 9 febbraio 2008)

Il mese successivo, si ricorda la doppia recensione della Ru-486: a favore Flamigni, contrario Alessandro Meluzzi.

Leggi il brano di Flamigni, ripubblicato da Liberazione il 6 marzo 2008.

Ad aprile abbiamo sperimentato la formula del what if, recensendo i candidati premier come se facessero un diverso mestiere.

Leggi il brano di Mimmo Calopresti, ripubblicato dal Riformista il 2 aprile 2008.

Leggi l’articolo di Luca Mastrantonio sull’argomento, e in particolare sul brano di Alajmo (dal Riformista, 5 aprile 2008).

Leggi l’articolo di Sergio Garufi sull’argomento (da Liberazione, 8 aprile 2008).

Affidata al gioco delle ipotesi anche l’apertura del numero di maggio, in cui si sono avanzate sei provocatorie proposte di legge per combattere la violenza sulle donne.

Leggi il brano di Manuela Dviri (ripubblicato da Vanity Fair, il 7 maggio 2008)

Se ne parla anche a Markette su La7:

Si fa strada nel frattempo l’idea che Giudizio Universale sia l’apripista di un nuovo modo di intendere la critica, che “ricalca la voglia di trasversalità e rinnovamento della società civile”:

Leggi l’articolo di Ida Bozzi sul Corriere Milano, 15 febbraio 2008.



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L’anno scorso ha segnato per Giudizio Universale il debutto delle rubriche, ma sempre in forma di recensione. Il numero da ricordare è senz’altro quello di luglio/agosto, in cui nove scrittori internazionali recensiscono altrettanti capolavori della letteratura.

Leggi l’articolo di Liberazione sull’argomento (18 luglio 2007)

Leggi il brano di Abraham Yehoshua sulla Metamorfosi di Kafka (ripubblicato dal Corriere della Sera, 6 luglio 2007)

Leggi il brano di Marc Augè su Madame Bovary di Flaubert (ripubblicato da La Stampa, 6 luglio 2007)

A novembre fa invece discutere il pezzo di Zygmunt Bauman sull’anoressia, che viene collegata alla politica di alcune dittature come quella birmana.

Leggi il brano di Zygmunt Bauman (ripubblicato dal Corriere della Sera, 2 novembre 2007)

Leggi l’articolo di Clausio Risé sull’argomento (da Tempi, l’inserto de Il Giornale, 15 novembre 2007)

Fra le recensioni pubblicate nel corso del 2007, quella sui gay di destra e quella sul paesino ligure dove venne fondata l’Internazionale Situazionista (entrambi i pezzi sono stati poi ripresi dal Riformista).

Leggi la recensione di Gaylib, di Gioia Gottini (dal Riformista del 12 maggio 2007).

Leggi la recensione di Cosio d’Arroscia, di Dario De Marco (dal Riformista del 25 luglio 2007).



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Per la rivista che recensisce tutto, il 2006 resterà sicuramente l’anno della polemica con Alessandro Baricco. Lo scrittore aveva infatti lamentato la pessima abitudine della stampa italiana di lanciare frecciatine contro qualcuno – in questo caso, lui – senza avere il coraggio di stroncarlo apertamente. Fra i colpevoli di questo malcostume c’era Giulio Ferroni, che su l’Unità aveva effettivamente attaccato l’autore dell’Iliade all’interno di un articolo su Vassalli. Peccato però che Ferroni avesse già osato stroncare Baricco, senza evidentemente che lui se ne accorgesse, dalle pagine del nostro giornale – vanificando preventivamente l’accusa dello scrittore.

Leggi l’articolo del Riformista sull’argomento (6 marzo 2006)

Due mesi dopo, Giudizio Universale organizzava alla Fiera del Libro l’incontro dal titolo Bentornata stroncatura.

Leggi l’articolo su La Stampa (4 maggio 2006)

Della polemica Ferroni-Baricco si continuerà comunque a parlare:

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera (1 settembre 2006)



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Il 2005 è stato l’anno di nascita per Giudizio Universale, e in questo pdf sono raccolte ben 241 pagine sull’argomento:

Leggi la rassegna stampa del 2005.



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(disegno originale di Guido Scarabottolo)