La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Su TorinoSette del 30 maggio, uno dei primissimi contributi sul romanzo in occasione della sua presentazione a Torino. Il pezzo è siglato G.Car., e lo riportiamo integralmente:
Per mestiere certificano le vite degli altri. Ma delle loro si sa poco o nulla. Caso raro tra le professioni, i notai hanno raramente guadagnato un ruolo da protagonisti in arte e letteratura. Ci voleva a sua volta un notaio, sui generis però (anche giornalista e scrittore), per renderli tali. Lui è Remo Bassetti, napoletano trapiantato a Torino, anche direttore della rivista “Giudizio Universale”; il libro, pubblicato per Cairo Editore, s’intitola “Stanno uccidendo i notai”, giallo grottesco che innesta sulla trama lineare nel noir di genere diversioni artistico letterarie e una più ampia riflessione sulla società attuale. L’autore lo presenta giovedì 5 giugno, alle 18, alla Feltrinelli di piazza Cln 251, insieme a Giuseppe Berta, Stefania Bertola, Bruno Gambarotta e Paolo Giordano. Ambientato a Torino, il romanzo segue le avventure di Lorenzo Capasso, notaio che stipula atti di accordi criminosi, a sua volta indagato per strani omicidi di stimati colleghi. “Ho voluto prendere in giro con ironica allegria stereotipi (veri e falsi) sulla mia categoria ma anche riflettere sulla società di oggi in cui le regole contano sempre meno” dice l’autore. Regole che invece la professione notarile concorre a fissare. “E non è vero che siamo tutti certificatori da firme inutili – sottolinea Bassetti -, come in ogni professione c’è chi lavora sulla sostanza e chi invece si ferma alla carta”.

