La Storia In Dieci Processi,
Nutrimenti Edizioni 2010
Contro il target,
Bollati boringhieri 2008
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Stanno uccidendo i notai,
Cairo editore 2008
Estratti dal romanzo
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Derelitti e delle pene,
Editori Riuniti 2003
Estratti dal libro
Gli interventi sull'argomento
Storia e Storie dello Sport in Italia,
Marsilio 1999
Estratti dal libro
Rassegna Stampa
Gli interventi sull'argomento
Nel Decalogo che disciplinava le recensioni del Giudizio Universale, una delle regole auree era che non si recensivano i collaboratori stabili della rivista. Come è noto, sui giornali il contrario accade invece abitualmente, e anzi occupa una parte consistente della sezione culturale. Non è nemmeno infrequente assistere a uno scambio di cortesie tra collaboratori che, a distanza di qualche tempo, si recensiscono reciprocamente i libri con commovente entusiasmo.
Quando un deplorevole costume s’instaura, dopo un po’ diventa un diritto per i beneficiari, e quando, per puro accidente, la libera discrezionalità del recensore infrange le maglie dello spirito di club e stronca il volume del collaboratore, quello diventa una bestia e a stento si trattiene dal recarsi in Procura per sporgere querela. L’esempio penalistico calza perfettamente al patetico caso verificatosi la scorsa settimana su Repubblica, quando il proceduralpenalista e sommo intellettuale, nonché collaboratore di Repubblica, Franco Cordero ha bacchettato tale E.A. per avere, sull’Espresso (dunque lo stesso gruppo editoriale) “lanciato invettive deterrenti” contro il suo Savonarola, ripubblicato dopo oltre 25 anni da Bollati Boringhieri. Cordero, il quale ha sempre cura che anche da una virgola traspaia la sua alta erudizione, comincia lamentando che il recensore abbia scritto del suo libro: “Se fosse un Tir porterebbe la scritta trasporti eccezionali” e replica: “La mappa letteraria annovera dei cicli, bretone, provenzale, stilnovo ecc., e icto oculi uno vede dove sia classificabile questa metafora ars poetica dei carrettieri. Emergono subito i livelli intellettuali: piglia i libri con le molle; conta i fogli; gli scappa la rabbia del numero (2426 pagine), stride: “Sì, avete letto bene”. Sinora ha esibito se stesso e detto tra noi esistono spettacoli migliori. Ecco, cola il veleno”.
E così via, seguendo la tesi che il recensore fosse troppo ignorante per leggere il volume e abbia, più o meno per cattiveria, detto male del testo, prima di leggerlo, e anzi forse senza averlo letto. Ora, che l’estensore con quella recensione non faccia lui una gran figura è probabile, e un lettore avveduto se ne rende conto di suo. Ma è corretto abusare dello spazio di cui si gode sul quotidiano, in quanto collaboratore, per fare a pezzi un recensore ostile? Con quella prosopopea, poi? Di Cordero insomma mai si dirà: “Quanta quies placidi tantast facundia Nervae, sed cohibet vires ingeniumque pudor (è Marziale. Mi perdonino i lettori ma se non si cita in latino, Cordero considera indegno chi scriva di lui).
- Domenica sono ricominciati i viaggi estivi di Paolo Rumiz per Repubblica. Il tema questa volta è “L’Italia sottosopra”, non nel senso letterale (che si fa poi inevitabilmente metaforico) dei vulcani e dei terremoti: “Cosa c’è sotto questo mare nero? Me lo sono sempre chiesto sulla rotta della Sicilia. Ora so darmi una risposta. Ho con me una carta geologica, la mia carta. Me l’ha data un grande geologo, Renato Funiciello, un elfo gentile del Profondo. Una mappa dai colori magnifici: violetto per i graniti, rosso per i vulcani, grigio per i tavolieri calcarei. Mostra spinte, scavalcamenti, fratture, derive e impressionanti collisioni. Sotto la superficie del mare disegna un altro mondo fatto di scarpate, valli, canyon, tavolati, catene montane”.
Il suo racconto si può leggere giorno per giorno qui.
- Harper’s Magazine ripercorre la figura del filosofo inglese Thomas Hobbes, e la sua forte influenza (attraverso Dick Cheney) sull’amministrazione Bush.
- L’agenzia fotografica Corbis, che fa capo a Bill Gates, compie 20 anni. Per celebrare l’anniversario ha raccolto in questa pagina le testimonianze di “scrittori, eroi, fotografi e persone che erano lì al momento dello scatto”. Peccato che la navigazione non sia agevolissima. Se ne parla anche qui.
- Funktastic ritorna sul caso fumettistico Ferrario-Miyazaki, paragonando l’autodifesa del disegnatore italiano a quella di Alvaro Vitali: “Durante il compito in classe la maestra dice a Pierino ‘Pierino, non puoi copiare da Giannalberto’ e Pierino ‘Ma maestra, lo sto omaggiando’ “.
- Il New York Times indaga sul fenomeno del doping nel baseball.
- Dopo il dilagare delle bevande energetiche/eccitanti (Red Bull e simili), qualcuno adesso prova a lanciare l’anti-energy drink. La canadese Slow Cow ha prodotto un infuso (a base di camomilla, valeriana ed altri ingredienti) che dovrebbe combattere lo stress ed aiutare a rilassarsi. Ma non esistevano già le tisane?
- Chris Anderson (il teorico della coda lunga) viene intervistato da Spiegel a proposito del suo nuovo libro, “Free”. Sull’argomento interviene, fra gli altri, anche Bruce Sterling.
- Il New York Times esamina i possibili scenari futuri per Google Books.
- Time recensisce “The Age Of Wonder” di Richard Holmes “finora il libro più appasstionante dell’anno”: nel quale si parla della scienza sperimentale durante il Romanticismo, quando i anche i dilettanti potevano fare delle grandi scoperte. “Era come il punk rock: se avevi una cantina, tempo libero e un po’ di superbia, potevi riuscirci”.
- Dalle nostre parti, polemica in corso fra la Lipperini e Leandro Piantini a proposito del libro di Giorgio Falco, “L’ubicazione del bene”.
- Su Nazione Indiana, invece, Emiliano Caprio recensisce “In fuga dalla scuola e verso il mondo” di Simone Consorti. “Nello scegliere il registro stilistico, Consorti non cerca di imitare il linguaggio dei giovani, né di sostituire la sua voce a quella di un adolescente. Cerca piuttosto di approssimarsi alla tonalità emotiva della lingua di un adolescente, di immaginare il modo in cui Valerio racconterebbe la sua storia […]”.
- Ionarts va alla riscoperta di “La Haine”, un dramma musicale scritto nel 1874 da Offenbach e da allora mai più eseguito. Torna in scena adesso al Festival di Montpellier, con le voci recitanti di Fanny Ardant e Gerard Depardieu. Sarà possibile ascoltarlo questa sera su France Musique.
- Il National Geographic dedica un bell’articolo a Venezia…
- Infine, New York Magazine racconta “La rivoluzione neoclassica della pizza napoletana” avvenuta nella Grande Mela: dove il feticismo alimentare e la ricerca di autenticità hanno portato la pizza a raggiungere livelli qualitativi senza precedenti. (Segnalato da Luca Sofri).
- In questi giorni un po’ tutti hanno celebrato il quarantennio dello sbarco sulla Luna. Sul NYT di ieri invece, William Safire rievoca l’incontro avvenuto esattamente 50 anni fa tra Nixon e Khrushchev davanti ad una “tipica cucina americana” esibita in un’esposizione a Mosca. Secondo Safire, fu uno dei momenti di confronto più importanti avvenuti durante la guerra fredda: perché quella cucina così tecnologicamente superiore irritò assai il capo dell’Urss, e ne nacque un vivace scambio di battute con l’allora vicepresidente americano.
- Dove sta il confine tra l’omaggio e il plagio? Oggi Loredana Lipperini riassume su Repubblica il caso Ferrario/Miyazaki. Si tratta di un fumetto fantasy italiano (tratto da “Le Cronache del Mondo Emerso” di Licia Troisi) nel quale il disegno di alcuni personaggi mostrerebbe fin troppe somiglianze con quelli del grande autore giapponese Hayao Miyazaki. La vicenda sta facendo discutere anche perché, in seguito alle segnalazioni arrivate dal web, l’editore Panini Comics ha deciso di bloccare la pubblicazione del prossimo numero: e il disegnatore Giuseppe Ferrario rischia conseguenze legali.
- Non dovrebbe essere un plagio invece il secondo romanzo di Nick Cave, “The Death Of Bunny Munro”, che uscirà a settembre in 31 paesi tra cui l’Italia. Nel frattempo, su The Quietus si può leggere il primo capitolo.
- Il Guardian intanto cerca di mettere a contatto generazioni diverse, con la sua “Guida alla musica classica per il ragazzino indie”. E partendo dal fatto che il nuovo album dei Muse contiene al suo interno un frammento del “Notturno in Mi bemolle maggiore” di Chopin, suggerisce di muoversi per analogie. Ad esempio: “Se vi piacciono Roy Orbison e Terence Trent d’Arby, provate i Lieder di Schubert e Schumann. Se vi piacciono i Kraftwerk, provate Steve Reich”. E così via.
- Infine qui si può leggere in pdf una nuova rivista culturale, “The Kakofonie”, diretta da John Holten. E’ una pubblicazione multilingue con articoli che compaiono così come li ha scritti l’autore, senza traduzione (“Non ci interessa la lingua”, spiega l’editoriale). L’impatto è appunto cacofonico, ma comunque stimolante.
(Per alcune delle segnalazioni, grazie a 3:AM Magazine)

